Nella notte

Nella notte

Molti anni prima, Nora era sicura che quando si desidera realmente qualcosa, quella succede. E che nell’amore il segreto è quello di darsi tempo, anche quando tempo non ce n’è. È per questo che aspettava con trepidazione, con sicurezza, Alice: e aspettava di vederla arrivare sul vialetto, con i capelli biondi brillanti in controluce, comparendo dalla pineta e arrivando dal cancello, con il suo passo tipico, quello sicuro di chi sa perfettamente dove sta andando. Ma Alice non venne. E incredibilmente, più della morte del padre, è stata proprio l’assenza di Alice, la sua mancanza, il suo non tornare, che chiuse una stagione (la prima?) della vita di Nora. Ricordava ancora come fosse trascorso solo qualche minuto quando insieme andarono al cimitero. Quando il suo bel maglione bianco si impigliò nel cancello che scavalcarono e si strappò, ma pensò subito che un maglione valeva l’altro, Alice era invece unica. I ricordi si confondono con il presente. Nora in aeroporto, una signora le stringe le mani carezzandola, le parla di suo padre, del lutto per la sua perdita, della loro amicizia, e Nora ripensa a sua madre, alla sua assenza. E all’assenza di Alice…

Concita de Gregorio non è una scrittrice fast food. La sua letteratura, il suo universo letterario e artistico non sono per un consumo veloce. I suoi libri vanno prima letti tutti d’un fiato, poi metabolizzati, se è necessario riletti, poi “sentiti” e solo alla fine capiti. Non fa ovviamente eccezione questo Nella Notte, il suo primo romanzo politico: eccezionale opera stratificata, potente, allusiva, sottile e forte proprio come i diamanti che sono nella citazione iniziale da Cocteau, “Era della razza dei diamanti, che taglia la razza dei vetri”. Ci sarebbe poi il livello più divertente, più dissacrante, quello per cui ci si potrebbe stare ore e ore per identificare in ognuno dei personaggi una persona del mondo reale: ma trovare l’identità del Comunista poco aggiungerebbe al fascino di un libro imponente nella sua scarna e pesante leggerezza, dove la natura fittizia della creazione letteraria sfuma nelle radici dell’attualità più stringente. I meccanismi del potere vengono studiati e in qualche modo spogliati e denudati come il Re, mostrando la vergogna delle tre S (sesso, soldi, segreti) che sembrano regnare incontrastate in un mondo marcio: è proprio in questa cuspide che si insinua una delle caratteristiche vincenti di Nella Notte, ovvero l’enorme crasi tra la bassezza morale descritte e l’estrema eleganza, la gentilezza artistica con cui la De Gregorio restituisce tutto. Dopotutto, quel mondo è il nostro inferno personale: e per viverci, in qualche modo dobbiamo adattarci.



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