Neronovecento


Genova, 1905. Una moltitudine di operai, contadini, donne e ragazzini gremiva il molo, avvicinandosi al punto di imbarco. Quasi tutti passavano portando una sedia pieghevole, un materasso, o sacche e valigie di ogni genere. Molti erano scalzi e portavano le scarpe appese al collo. Non erano questi, però, i compagni di viaggio di Giulio. No, per lui il direttore del suo quotidiano aveva riservato un posto in prima classe. In cambio avrebbe dovuto restituire in forma scritta le sue impressioni su quel lungo viaggio verso Bueons Aires… Treviso, 1921. Questa mattina la stazione è strapiena. Una grande folla è venuta a salutare il treno che trasporta il Milite Ignoto. Da giorni non si parla d'altro. Il Re e il governo hanno voluto onorare i morti in guerra e in particolare coloro ai quali non è stato possibile attribuire un nome. È stata chiamata una madre tra quelle che avevano perso il figlio al fronte e le è stato chiesto di scegliere una tra le tante salme non identificate. La bara è stata poi posta su un treno che da Aquileia raggiungerà Roma... Asmara, 1933. L'uomo con la valigia uscì di casa senza nemmeno guardarsi indietro. Sapeva che non l'avrebbe più rivisto, ma preferì non dare un'ultima occhiata all'appartemento nel quale aveva vissuto per otto lunghi anni. Non c'era tempo da perdere: il treno partiva alle tre e bignava fare attenzione a non destare la curiosità di nessuno…
Raccontare in poche pagine le due guerre mondiali, i successivi sconvolgimenti sociali, le controversie della politica, le incredibili evoluzioni della scienza, della cultura, della tecnologia. È questa la sfida che Daniele Cambiaso, curatore di Neronovecento, ha lanciato a un gruppo di dieci scrittori (quasi tutti di aria piemontese e ligure) chiamati a rileggere in chiave noir il secolo più lungo e drammatico della storia. Dieci decenni per dieci scrittori per dieci racconti. Quel che è interessante notare, al di là della particolarità dei singoli scritti, è il tentativo, quasi sempre ben riuscito, di raccontare ogni periodo partendo da episodi, situazioni, personaggi apparentemente secondari rispetto all'immaginario convenzionale. Si può così voce dar a un'altra Italia spesso dimenticata come quella delle colonie africane degli anni '30 (nel racconto di Giorgio Ballario, L'uomo con la valigia) o quella di un gruppo di circensi trevigiani degli anni '20 (Gaggio di Massimo Parigi e Riccardo Sozzi), in cui vicende individuali dal contesto così particolare si sviluppano all'ombra dell'oppressione fascista. In altri casi, come nel racconto Phlebas il fenicio di Giulio Leoni, una storia di magia, superstizione e guerra fa da preludio allo storico naufragio dell'Andrea Doria del 26 luglio 1956, mentre in L'attentato che non ci fu di Vindice Lecis si riapre, con scomodi risultati, l'inchiesta sul misterioso incidente di Sofia del 1973 in cui fu coinvolto Enrico Berlinguer. A lettura terminata Neronovecento lascia il buon sapore di un viaggio attraverso le affascinanti storie che un secolo può raccontare. Peccato per il retrogusto, un po' amaro, di una qualità non sempre all'altezza degli intenti.

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