Nessuna voce dentro

Nessuna voce dentro
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

1981, luglio. È un martedì il giorno fissato per la partenza dal casello di Reggio Emilia. Serve un passaggio fino alla frontiera, magari sarà costretto a chiederlo a uno di quei tir che collegano il Nord Italia al Nord Europa. Intanto con un pennarello scrive su un cartello “Brennero”, perché sarà quella la sua prima tappa nel viaggio verso Berlino, dove è intenzionato ad arrivare prima possibile. Nella notte passata, mentre ultimava i preparativi per poi partire in direzione Germania, non era riuscito a passare per motivi di tempo dall’Osteria del Cavallo Zoppo; e gli aveva detto bene, perché c’era stata una retata, un’operazione antidroga in grande stile contro quella che i giornali di stamattina descrivono come una “maxifumeria”, un posto dove si fuma, si sniffa e ci si buca; i fermati erano centosettanta. Nessuno degli automobilisti, mentre è intento a cercare un passaggio, sembra rivolgere lo sguardo dalla sua parte, probabilmente incapaci anche di provare odio, sicuramente infastiditi dalla sua apparenza, dai vestiti indossati, dai pregiudizi che accompagnano quelli come lui. Quando ormai sembra aver perso ogni speranza, l’epifania che attende da tempo: un automobilista lo guarda, si riconoscono per essere entrambi reggiani, e capisce di aver trovato il suo primo passaggio per Berlino. Berlino è come un corpo estraneo nella DDR, e Berlino Est un altro piccolo microcosmo estraniato dal resto dello Stato, popolato da vecchi, turchi e gente strana. Lì la parola che va di moda in questo momento è hausbesetzer, “occupatore di case”, ed è anche questa fama ad affascinarlo e attirarlo…

Massimo Zamboni è un personaggio eclettico che non ha bisogno di presentazioni, soprattutto per chi abbia un minimo di conoscenza della musica italiana degli anni Settanta e Ottanta, nella fattispecie la scena punk rock di quegli anni: parliamo infatti di quello che è stato chitarrista e membro di spicco prima dei CCCP Fedeli alla linea e poi dei CSI, con un sodalizio lungo e fortunato col frontman Giovanni Lindo Ferretti. Zamboni, nel frattempo si è riciclato come romanziere, o per meglio dire ha affiancato con successo la carriera letteraria a quella musicale. Fra le sue opere narrative più rilevanti, citiamo In Mongolia in retromarcia (scritto a quattro mani proprio con Ferretti), Emilia parabolica e più di recente Prove tecniche di resurrezione (2014), L’eco di uno sparo (2015) e Anime galleggianti (2016, scritto insieme al cantautore Vasco Brondi). Nessuna voce dentro risulta essere come il più classico dei romanzi on the road, riportandoci al periodo in cui Berlino era in un certo senso, prima della caduta del Muro, la Mecca di chi ambiva a incontrare e conoscere mondi differenti: lì prosperava il circuito alternativo, con circoli culturali, librerie e teatrini, un continuo affluire di “fricchettoni” da tutta Europa, il proliferare di controculture e le subculture giovanili, e in questo caso l’azione si svolge, come suggerisce il sottotitolo, nel lampo di un’estate. Del romanzo Zamboni ha successivamente messo in scena una riduzione teatrale.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER