Neuland

Neuland

Dori Peleg, uomo debole, visceralmente legato al figlioletto Neta dopo la morte della moglie per cancro, parte da Israele alla volta del Sudamerica intenzionato a cercare il padre Meni, ex combattente della guerra del Kippur, improvvisamente scomparso e a fondare, laggiù, un nuovo stato-comunità di Israele. Dori è assistito nella sua ricerca da Alfredo, stravagante investigatore privato e da Inbar, coetanea gerosolimitana, ossessionata dal ricordo del fratello morto suicida, in fuga dalla sua famiglia ormai disintegrata e dai luoghi della sua esistenza. Dori ed Inbar iniziano insieme un viaggio fisico, psicologico e interiore che oltra a condurli in Argentina li accompagnerà passo a passo alla consapevolezza del loro essere più intimo e profondo: entrambi fragili, lontani dall’avere o dall’essere stati amati, condividono una storia di perdita affettiva che li accomuna nella quale si raccolgono voci remote, voci domestiche di contatti telefonici, ricordi e racconti. In un crescendo di sensazioni, specchio di ciò che si è, di ciò cui a si appartiene – il viaggio, ma anche il tempo e l’oblio – i due si fondono e confondo  nello spazio che è della memoria e della vita…
Si cela tutto dietro la metafora del viaggio: un percorso di ricerca del padre, per riscoprire o conoscere se stessi; un cammino per arrivare a costruire una nuova terra. Solo apparentemente dissimili e lontani, entrambi i viaggi sono accomunati da un medesimo sentimento: la delusione per un deserto affettivo, l’amarezza per un amore coniugale mai nato, la delusione di una terra che ha tradito. Si allarga così la ricerca: stempera i suoi confini di individualità e diventa afflato del popolo israeliano, perennemente in viaggio per la costruzione di una Israele perfetta – la Neuland - fatta di fratellanza, lavoro in comune, rispetto per l' individuo. Una piccola realtà ombra, dedicata ai giovani israeliani traumatizzati che dovrebbe nutrire con le sue "visioni", la madre patria ormai "preda dell' apatia". La ricerca di sé e della Neuland sembrano insegnare a ciascuno e alla collettività che  sopravvivere non basta: occorre un nuovo inizio, e con esso la capacità e la forza di realizzarlo. Anche quando tutto sembra avverso, anche quando la crisi di un’epoca e di una nazione sembra non lasciare spazio al coraggio e alla speranza.

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