Nevi infuocate

Nevi infuocate
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Fraser’s Ridge, North Carolina, anno Domini 1773. MacDonald, alle prese con i segnali di fermento nelle terre di confine, è il Maggiore incaricato dal nuovo Governatore di stare allerta. Sottoporre a controllo le frange radicali e le sacche di malcontento, sulla scia della clamorosa agitazione civile di un anno prima, è proprio prendere in mano la situazione. La Guerra di Regolazione pare ancora agitare le colonie e così garantire la sicurezza dei più, anche con organi non ufficiali, non contrasta con i desideri della Corona. Quando allora il Maggiore giunge al Ridge perché James diventi agente per gli indiani, Claire, Roger e Bree calcolano il tempo che rimane. Due anni, “secondo il resoconto pittoresco di Longfellow”, due anni prima della guerra del diciotto di aprile del ’75. Ricevere la nomina di agente per gli Indiani significa esser lealisti nei confronti della Corona e per i Fraser può diventare molto, molto pericoloso. “Conoscendo già l’esito finale, Jamie non voleva aspettare troppo ad allearsi con i ribelli – ma, se l’avesse fatto troppo presto, avrebbe rischiato l’arresto per tradimento. E non era una prospettiva allettante per un traditore che aveva ottenuto il perdono”...

Prima parte dell’originale americano A Breath of Snow and Ashes, sesto rutilante libro della saga di Outlander (ma decimo libro in Italia della serie), Nevi infuocate narra voci di guerra e entra burrascosamente nel cuore di Claire; rapita, non manca di sangue freddo, dopo un preambolo per così dire brutale. Il carattere degli avvenimenti pone problemi così brucianti e così poco previsti da decidere l’effetto della narrazione. Ci si sente portati a credere che lo spettro della violenza si possa sempre incontrare nei luoghi della saga ed è naturale che faccia molta impressione. Tra i Fraser, d’altra parte, fierezza e coraggio sono superiori a tutto ciò che è cattiva sorte e bassezza. Questo è il punto d’onore anche di Ian – personaggio che credevamo di aver perduto e di cui vorremmo meglio conoscere i pensieri – e ha importanza per determinare il senso delle stesse contrastanti disposizioni d’animo di Roger: quella della speranza vaga e quella presbiteriana, duratura, profonda, della fede. Si converrà di certo, per parecchi segnali e attraverso l’intuito, che con l’arrivo dei Christie nelle Colonie Diana Gabaldon faccia scaturire a Fraser’s Ridge una sorgente di insidie, più subdole e più pericolose anche dell’entrata in scena di un uomo di nome Donner. Un indiano, un altro viaggiatore nel tempo, un sopravvissuto.



 

 

 

 
 
 
 

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