New York è una finestra senza tende

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New York è cemento, vetro e sogni. New York è il luogo dove tutto, ma proprio tutto, è possibile. Dove senti pulsare forte la tua voglia di vivere. New York ha moltissimi soprannomi: “la città delle meraviglie”, “la città che non dorme mai”, “la città impero”, “la grande mela”. Eppure spulciando negli archivi si può scoprire che uno degli altri nomi è Gotham: la città dei racconti di Edgar Allan Poe e la città celebrata da Bob Kane nel 1939 nel suo immortale Batman. New York è costruita sul granito, popolata da otto milioni di persone e da tutte quelle persone che nessuno potrà mai contare: i personaggi che vivono nei racconti, nelle poesie, nei romanzi. È la città dei sogni e delle storie. È Gotham. Dalle Brooklyn Heights a Midtown Manhattan, dal Lower East Side a Park Slope, passando per Greenwich Village e l’East Village, fino a giungere a Coney Island, la città si snoda sotto i nostri passi. Possiamo sentirne gli odori, quello dell’Oceano, quello dello smog, quello di cibo. Possiamo incontrare i luoghi in cui i personaggi dei romanzi a noi più cari hanno vissuto, e dove realmente vivono molti degli scrittori newyorchesi. Possiamo tratteggiare lo skyline di Manhattan, essere ammirati dalla maestosità dell’Empire state building, ascoltare il silenzio di alcuni posti nel cuore di Central Park e chiederci con il giovane Holden dove vadano a finire le anatre d’inverno quando il laghetto è gelato. Possiamo camminare per Park Slope sperando di incontrare Paul Auster o Jonathan Safran Foer, guardare la Brooklyn Public Library che fa concorrenza a quella cittadina al centro di Manhattan e che, ai piedi della scalinata, rende omaggio agli eroi della letteratura locale: Walt Whitman, Maurice Sendak, Marianne Moore, Richard Wright, Betty Smith. Brooklyn resta sempre “il lato sbagliato del ponte” come chioseranno nel documentario in dvd allegato...

Chi non ha mai sognato di andare a New York? Chi non ha mai immaginato le sue street e le sue avenue, le sue tipiche brownstones? Paolo Cognetti, molto lontano da voler scrivere una vera e propria guida turistica, ci racconta la sua New York. Ognuno di noi, appena arrivato, se ne costruisce una propria, va alla ricerca del suo sogno. Cognetti ama questa città, ama le prospettive sfuggenti, i grattacieli che sembrano voler sfidare il cielo e toccarlo, ama il silenzio di alcuni luoghi. Ripercorre le storie di grandi autori e di scrittori contemporanei. Non è mai stato al MoMa e neppure al Metropolitan Museum, ma si è perso nei meandri della città, l’ha vissuta sulla sua pelle, ci ha passato mesi e girato documentari, ha vissuto a Brooklyn e ha osservato da una prospettiva privilegiata la sfavillante Manhattan, ha imparato ad amare i Mets e non i New York Yankees. Suoi compagni in giro per la città sono stati Marco Cassini, Colson Whitehead, Adam Haslett, Jonathan Lethem solo per citarne alcuni. New York è impastata di desideri, sogni e letteratura. Siete pronti a partire?



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