Niente da dire

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Rio de Janeiro. Paulo aspetta la sua futura amante in un ristorante quasi vuoto: è già stato lì in molte altre occasioni, ma sempre per lavoro. La vede dapprima dalla finestra: lei scende dal taxi, ha le cosce tornite e un modo di fare sicuro. La camminata di lei pare dire: “So quel che faccio”. E Paulo sa quel che fa? Non proprio. Quando N. è abbastanza vicina Paulo esita un istante, poi si alza e decide di baciarla: è solo l’inizio. Ordinano. Sorridono. Poi non resistono: cominciano a toccarsi. Paulo ride, anche più di quanto dovrebbe: la strada che porta al sesso non è facile. Vorrebbe portarla subito da un’altra parte, averla tutta per sé. Spazientito le dice: “Be’, andiamo”. Bisogna però aspettare il cameriere, il conto, la ricevuta. Non è così semplice. Finalmente escono, salgono su un taxi ed è lui a decidere: ”Portaci al Motel Sandalo”. Non le chiede se va bene, lo dà per scontato. È lo stesso motel nel quale lui è già stato tante volte con la sua compagna di una vita, perché casa loro era sempre piena di bambini e poi di ragazzi e quello era l’unico modo per fare un po’ di sesso indisturbati. Adesso i bei ricordi di quei tempi Paulo sembra averli dimenticati tutti. Eppure, la verità non ci metterà tanto a venire a galla: presto lui dovrà confessare i dettagli del tradimento e la sua compagna ascolterà ogni cosa, ogni singolo particolare, chiedendosi come sia possibile scordarsi di chi ti è sempre stato accanto e mentire per mesi...

Niente da dire è l’unica opera finora tradotta in italiano della scrittrice, illustratrice e giornalista brasiliana Elvira Vigna ed è una storia cerebrale, quasi una discesa nella psiche. Protagonisti sono Paulo e la sua compagna (senza nome per l’intera durata del libro): una coppia di sessantenni non ordinaria che per scelta non si è mai sposata e che, dopo un passato di impegno politico, lavora ora nel campo della traduzione, vivendo in una casa che somiglia a una comune. Sebbene tra i due protagonisti ci sia affiatamento e amore, lui decide di tradirle lei: una situazione banale, “da telenovela di quinta categoria” come dirà la compagna di Paulo, voce narrante. Per sopportare il dolore dell’infedeltà, lei prende una decisione insolita: ricostruire quel che è avvenuto tra Paulo e l’amante in ordine cronologico, scoprendo i dettagli, ricreando i particolari degli incontri dai quali è stata esclusa, anche i più minimi. Così chiede, domanda, indaga, arriva persino a controllare le email di lui più volte al giorno – cosa che non aveva mai fatto prima – e ad affittare un appartamento tutto per sé nel quale riflettere. Niente da dire è una lunga investigazione sulla propria personalità e sul modo in cui si viene percepiti dagli altri ed è un effetto domino che si regge traballante sulle lettere dell’alfabeto: il tradimento di Paulo non travolge non solo lui, ma chiunque gli stia attorno, privato – senza motivo – di un solido terreno sotto i piedi.



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