Nigeria campione del mondo

Nigeria campione del mondo
Ngilina è un fiore che è appassito, venduta giovanissima a un marito più grande di lei che la tratta come una sguattera, la pesta di botte e la abbandona tutti i giorni alle angherie di una suocera gelosa e arcigna: l'unica via di fuga per la povera ragazza sembra la morte; tra file interminabili e chiassose, vicine chiacchierone e panettieri che chiedono sesso in cambio di merce, Laurinda cerca di acquistare il pane quotidiano per la sua famiglia; Nyeleti, la ragazza più bella del villaggio, si conserva per Foliche, un giovane aitante emigrato per fare il minatore con la promessa di tornare un giorno a sposarla: ma l'amore devoto e insistente di Malatana, un altro giovane del villaggio, incrina la certezza di Nyeleti come una crepa fa col muro; Fabiao ha lasciato il villaggio per andare a studiare in città, e con esso ha lasciato l'acerba Madalena, la sua ragazza: malgrado le promesse di amore eterno, la cultura scava tra i due un solco incolmabile; l'anziano Dijmo si reca in città con il suo vecchio asino, e qui viene derubato da due truffatori di tutti i suoi averi: disperato, torna dalla moglie al villaggio; Nonna Velina è preoccupata per suo figlio Arnesto, che vive e lavora in città, porta la cravatta e si è sposato con una donna moderna, emancipata, una poco di buono insomma per la vecchietta: disperata, l'anziana si reca a Marracuene per studiare la nuora e difendere il figlio, ma qui troverà una sorpresa; la famiglia Macie è preoccupata per il giovane Lucas, che passa il giorno alle riunioni sindacali e sembra non essere interessato alle donne: gli anziani genitori decidono di combinargli un matrimonio che lo distolga dalla lotta operaia; il pudico Mbombi viene fulminato da un infarto a causa dell'angoscia che gli causano i licenziosi programmi trasmessi dalla televisione appena acquistata per la sua famiglia; l'orologiaio Faftine si impicca per il dispiacere per la sconfitta della Nigeria - che considera la portabandiera della 'negritudine' - contro l'Argentina ai mondiali di Usa 1994...
I tanti, brevi racconti di Suleiman Cassamo, professore universitario di Ingegneria, ed ex segretario generale dell'AEMO, l'associazione degli scrittori mozambicani, sono tutti lo stesso racconto. Una storia che parla della frattura insanabile tra tradizione e modernità, tra cultura indigena e modelli occidentali imposti, tra libertà e colonialismo, tra istituzioni sociali e amore naturale, istintivo e senza vincoli. E' una raffica di ragazze abbandonate, ragazzi che emigrano per lavorare, anziani che subiscono la violenza di un mondo che è cambiato e non sanno più riconoscere né capire. Un monologo a più voci, insomma, un unico racconto spezzato in tanti momenti mirabili per la loro brevità, la loro nitidezza, la loro energia, i loro colori, la loro capacità di far sorridere e piangere al tempo stesso. La scrittura, infarcita di termini in ronga, il dialetto mozambicano più diffuso (tanto che nelle edizioni originali è stato inserito un glossario, sostituito nell'edizioni italiana da note a margine), è sintetica ma non stilizzata, ha la semplicità delle favole, degli aneddoti raccontati nella piazza del paesello. Ops! Del villaggio.

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