Nightflyers

Melantha Jhirl, pelle d’ebano, fisico statuario e un quoziente intellettivo fuori dal comune, fa parte della spedizione scientifica che potrebbe salvare il pianeta Terra, in cerca di una misteriosa razza aliena, i Volcryn. Con lei viaggiano altri otto scienziati: il telepata di primo livello Thale Lasamer, la psico-psi Agatha, la cibernetica Lommy, lo xenoniologo Rojan, i linguisti Dannel e Lindran, la xenotecnica Alys e il capospedizione e medico Karoly, da tempo impegnato nella ricerca dei Volcryn. A pilotare la “Nightflyer” è il misterioso Royd Eris, un entità più che un uomo in carne e ossa, che appare agli altri sotto forma di ologramma e tiene sotto controllo tutto ciò che accade sulla sua astronave mercantile. Royd ha occhi e orecchie ovunque grazie ai suoi monitor e ad un sofisticato sistema di sorveglianza, eppure qualcosa sembra essergli sfuggito. Lasamer percepisce un pericolo molto vicino, viaggia insieme a loro sulla nave, ha paura ‒ terrore sarebbe meglio dire. I suoi compagni devono credergli o è solo suggestione? C’è davvero una minaccia a bordo della “Nightflyer”? Quando il cranio di Lasamer esplode all’improvviso e schizza sangue e brandelli di pelle in faccia a tutti, non ci sono più dubbi…

Nightflyers era originariamente un racconto scritto nel 1980, poi ampliato e diventato un romanzo nel 1981, pluripremiato è diventato anche un lungometraggio nel 1987 e infine nel 2018 una serie televisiva attualmente disponibile su Netflix. Una lunga metamorfosi che rende inevitabili le differenze tra testo breve, testo lungo e riduzione televisiva, a cominciare da una impronta più marcatamente horror data al serial, sceneggiato (Martin non partecipa alla stesura) seguendo le orme dell’indimenticabile Alien . Il testo letterario rispetta invece i dettami del genere fantathriller, è ambientato in un futuro in cui i viaggi nello spazio sono routine, e vuole essere più una riflessione sulla natura umana, l’ipotesi di intelligenza artificiale e l’incontro con razze aliene. Dunque George R.R. Martin ‒ alias “il padre dei Draghi” nello specifico quelli de Le cronache del ghiaccio e del fuoco ‒, si cimenta attraverso un registro meno conosciuto al suo recente pubblico di appassionati. Una minaccia proveniente dallo spazio aleggia in un ambiente che risulta asfittico e ostile. Alieni? Intelligenza artificiale? Melantha Jhirl dovrà mettercela tutta per uscirne viva. Accompagnato dalle belle illustrazioni di David Palumbo, il testo si legge piacevolmente e tiene alta la tensione senza toccare vertici di assoluto terrore.



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