Noi

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“Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò”. Douglas Petersen, cinquantaquattro anni, professione biochimico e un figlio adolescente che lo guarda con tanto disprezzo da fargli male, incassa il colpo nel bel mezzo della notte. Connie, la sua moglie artistoide con la crisi di mezza età e della quale lui è innamorato pazzo, fa sul serio. Taglierà la corda dopo l'estate, quando il piccolo Albert detto Albie se ne sarà andato al college. Nel frattempo tutto deve restare com'è. Per Albie, si capisce. E così l'allegra famigliola parte per il da tempo programmato Grand Tour, alias un mese a zonzo per l'Europa, sulle orme dei lunghi viaggi di iniziazione tanto graditi nel Settecento ai giovanotti di buona famiglia...
David Nicholls scrive un romanzo tanto intenso da commuovere. Fin dalle prime pagine schizza fuori un pugno amaro che colpisce il lettore dritto dritto nello stomaco. Sarà la disumana tristezza che sprigiona dal libro e che il buon Douglas cerca invano di nascondere dietro il suo pungente umorismo inglese. La narrazione procede intrecciata: da una parte il Grand Tour sul quale incombe l'ombra nera dell'imminente addio; dall'altra il passato, quando Douglas era un giovane ricercatore, appassionato di moscerini della frutta e della giovane e trasgressiva Connie. L'inizio e la fine di una storia d'amore, insomma, quello che c'è stato in mezzo emerge poco a poco. La scrittura è fresca e pungente, leggera come un palloncino, e Nicholls è incredibilmente abile a costruire personaggi che, nelle loro manie e nelle loro fissazioni, sono più vivi e reali che mai. Il mondo è pieno di Douglas, di Connie e di Albie, lo sappiamo, ma vederli alle prese con la vita di tutti i giorni, chissà perché, ci farà rimanere con gli occhi lucidi.

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