Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago

Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago

È il 1986. Filippo, Jabbar e Panino, tre ragazzini addomesticati e responsabili, frequentano la II C della Scuola Media Statale “Pietro Micca” di Torino. Perseguitati dai bulli della classe, devono scappare dai Super Teppisti Tyson, Hordak e Carmelo, che si è guadagnato il rispetto dei primi due sparando in faccia al preside una Big Babol alla fragola. Ma le cose non vanno male solo a scuola, il 28 gennaio il Challenger si stacca dal suolo e dopo settantatré secondi diventa una aragosta di fumo denso. E continuamente si vedono i sette poveri astronauti disintegrati senza pietà su tutti i canali tv. Gli anni Ottanta fino a quel giorno, avevano rappresentato l'epoca dello spazio, della mitizzazione degli anni Duemila in cui tutti avrebbero viaggiato su navicelle spaziali e colonizzato nuove galassie. Ma da quel momento tutto cambia. Un altro sogno è infranto. Per fortuna c’è il nonno di Panino che ha sempre una risposta per tutto: lui è uno che le cose le sa e non le tiene per sé. Perché il nonno di Panino ha già previsto tutto, dal complotto sovietico alla guerra nucleare…

 

Piccolo pamphlet amarcord in formato ebook per raccontarci un po’ di quel “noi che negli anni ‘80…”. Andrea Malabaila con ironia e leggerezza rievoca e a suo modo celebra una generazione, quella di chi era adolescente o quasi all’epoca della “seconda” Guerra Fredda, quando i russi erano gente cattiva e gli americani erano i buoni. Quando gli americani esportavano in tutto il mondo la Disney, i film di Spielberg, Star Wars, Ritorno al futuro, Ghostbusters e i fast-food. E i russi erano personificati da Ivan Drago, dalla minaccia nucleare e dall’imminente fine del mondo. Non è un caso che i personaggi di questa storia ricordino tanto i Goonies e, perché no, anche i ragazzi di Stand by me. Filippo, Jabbar e Panino scoprono di avere una missione e guidati da un improbabile nonno non troppo pacifista dovranno salvare il mondo, affrontando anche i terribili bulli della scuola. Insomma un racconto divertente e senza pretese, che farà sorridere chi in quel decennio è stato bambino.



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