Noi siamo eclissi

Noi siamo eclissi
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Cinque lunghi giorni sono già passati da quando Sofia se n’è andata e nulla è più come prima per William: l’uomo sente un vuoto che sembra incolmabile, un male dell’anima che sembra annientarlo. Forse scrivere tutto su un diario aiuta, forse fa stare meglio, forse i ricordi fanno davvero troppo male per tenerli tutti dentro. È magica la mente a rievocare i particolari del viso di Sofia, il profumo dei suoi capelli, il desiderio forte e pungente per il suo corpo, tutto relegato in quell’angosciante scatola della malinconia, che rasenta la nostalgia. Chissà dov’è Sofia adesso, chissà cosa sta facendo, chissà quale smalto ha deciso di mettersi e chissà quale profumo. La rabbia di William è devastante, il rancore verso i ricordi e verso se stesso per essersi fatto sfuggire una donna di quelle che fanno bene al cuore e all’anima, una donna che ha tanto anelato e che poi non ha saputo tenersi ben stretta, lo sta uccidendo. È proprio questo che pensa, quando sale sul treno diretto a Parma: perché lui Sofia vuole riprendersela, costi quel che costi. Ed è proprio su quel treno che si ritrova a parlare d’amore; in una realtà in cui ognuno è immerso nel proprio mondo, l’unica che sembra assaporare la bellezza dei paesaggi che il convoglio attraversa è una donna anziana, ma vispa e tenera. Una signora d’altri tempi, che si sente osservata da William e senza stupirsi inizia a parlargli di quel sentimento vasto e imponente che l’ha legata a un unico solo uomo, quello che ha amato per tanti anni. Non può fare a meno la donna di vedere il volto dell’amore negli occhi dell’uomo e quando viene a sapere che il nome di quel viso è Sofia, la descrive come se la conoscesse realmente: “Nome greco, significa conoscenza: la sua mente più penetrante che precisa, il suo umore sereno e tuttavia mutevole. Si può avvicinarla con indifferenza, la prima volta, ma non lasciarla senza restarne colpiti. Ella sa trarre vantaggio dai suoi stessi difetti, se fosse perfetta piacerebbe molto meno. Sofia non è bella, ma accanto a lei, gli uomini dimenticano le belle donne”. La signora dai capelli bianchi ha appena descritto la Sofia di Jean Jacques Rousseau, una figura importante del suo Emilio, e William ne rimane profondamente colpito. Il suo dolcissimo amore è proprio così, una donna fortemente speciale…

Noi siamo eclissi è il nuovo romanzo di Adessoscrivo, al secolo Salvatore Ferrante, star letteraria di Instagram, che vede come protagonista William, lo psicologo specializzato in disturbi alimentari, già personaggio principale di Quello che so sulle donne, il precedente libro del giovane autore. Uno specialista, Will, con un’ottima preparazione e di grande empatia, tanto da riuscire ad aiutare ragazze che hanno perso la propria dimensione, riversando il loro tormento sul cibo, nuocendo così al proprio equilibrio psico-fisico. Una figura, quella del giovane psicologo, che potrebbe definirsi perfetta se non fosse che questa volta ha perso l’unica donna che lo ha davvero ammaliato, colpito e fatto innamorare. William non sa dove sia Sofia, ma deve ritrovarla e inizia così per lui una sorta di pellegrinaggio, seguendo le tracce lasciate dalla ragazza, spesso sotto forma epistolare. Un viaggio durante il quale lo psicologo incontra persone e attraverso il quale l’autore affronta problematiche forti e drammaticamente attuali, come l’amore assoluto e sbagliato, il dolore e le ferite spesso non rimarginabili lasciate da chi più si ama e dalla scarsa comprensione di sé, la sofferenza e la solitudine di chi non riesce a far comprendere che essere omosessuale non è un errore, né una malattia. Una scrittura scorrevole quella di Adessoscrivo, “nativa social”. Pare abbia deciso di firmare i suoi libri con uno pseudonimo mosso dalla convinzione che le storie abbiano solo bisogno di essere raccontate, non importa da chi, né tantomeno il suo nome e cognome. Adessoscrivo è chiunque abbia voglia di raccontare e scrivere, afferma lo stesso scrittore, che ha scelto il suo nome d’arte per caso, ascoltando una canzone del rapper Hyst, intitolata proprio “Adesso scrivo”. Uno pseudonimo che lo scrittore dice di aver fatto suo in nome di coloro che parlano e non vengono ascoltati. Una maniera per poter firmare libri, sia per sé, che per tutti quelli che vorrebbero scrivere e non possono. Noi siamo eclissi è un romanzo pregno di buoni contenuti – dai sentimenti molto forti – affrontati in maniera delicata, se pur trasparente. Argomentazioni ben fatte, ma che a tratti si perdono in un linguaggio troppo languido e nella perfezione del protagonista che finisce per mancare di realtà. Rimane comunque forte il messaggio che l’autore cerca di far filtrare, diretto a tutte quelle donne che avrebbero bisogno di recuperare la stima di se stesse, che si sentono brutte e inadeguate, laddove l’inadeguatezza, la bruttezza e la mancanza di amor proprio non hanno alcuna ragione di esistere.



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