Non avere paura dei libri

Non avere paura dei libri
Trasferitosi in un appartamento mansardato, l’autore apre i settantaquattro scatoloni nei quali sono contenuti tutti i libri che costituivano la fornitissima biblioteca famigliare. Ogni volume che viene ora riposto nella nuova collocazione, rievoca non solo la propria trama ma anche il ricordo di momenti di intensa intimità famigliare e di comune passione per la lettura. Come quando all’età di undici anni la maestra aveva chiesto a ogni alunno di scegliere un libro da portare in classe e narrare ai compagni. Rientrato a casa, dopo aver rovistato tra le centinaia di volumi stipati nell’armadio del salotto, aveva scartato i consueti titoli di libri per ragazzi e si era lasciato sedurre da un volto sfigurato dal dolore che compariva sulla copertina de La pelle di Curzio Malaparte. Un romanzo da adulti che aveva mancato d’incontrare il parere consenziente dell’insegnante, nella cui espressione impallidita egli aveva colto addirittura una forma di terrore a lui incomprensibile. Eva, che aveva trasmesso al figlio la sua stessa famelica curiosità nel divorare ogni sorta di testo, accarezzando il volume con fare rassicurante e dichiarandosi disponibile a chiarire qualunque passaggio avesse potuto rivelarsi oscuro, lo aveva incoraggiato a leggerlo ed esortato a non avere paura dei libri… 
Autore televisivo di programmi per Mediaset e MTV e insieme con Marta Perego della rubrica “Ti racconto un libro” sul canale IRIS, Christian Mascheroni – classe 1974 – in questo suo quarto romanzo si conferma scrittore di razza, con un racconto capace di rievocare la propria giovinezza come un viaggio attorno all’universo dei libri. Insostituibili, fedeli e preziosi compagni di un’avventura, che dalle prime e fondanti letture adolescenziali risale lungo gli anni fino alla grande letteratura. Testi che, insieme con la madre - la viennese che sosteneva i libri non solo vanno letti, ma anche vissuti e perché no perfino stravolti – sono stati con lei acquistati e collezionati, letti e accarezzati, recitati e discussi, talvolta anche unti e bruciacchiati da un mozzicone di sigaretta. Dalla narrazione emerge un microcosmo relazionale dominato dalla figura della madre Eva, una donna austriaca tanto bella quanto fragile e insicura che, mentre il marito – il pompiere di Appiano Gentile – spegneva incendi, cercava nei libri rifugio dai propri incubi. Ma appiccando anche fuochi dolosi di fantasia, mai più estinti nella mente del giovane Christian e, attraverso di lui, ora nei lettori di questo appassionato e intenso ricordo. 

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