Non buttiamoci giù

Non buttiamoci giù
Martin è un ex giornalista televisivo appena uscito di prigione per aver sedotto una quindicenne. Si trova, ubriaco, sul tetto di un edificio ed è pronto a lanciarsi di sotto quando all'improvviso arriva Maureen, la madre di un ragazzo gravemente disabile, che ha avuto la stessa idea. Imbarazzati, i due cercano di organizzarsi su chi si butta di sotto per primo come se stessero in fila alla cassa del supermercato quando sul terrazzo spunta Jess, una ragazza aggressiva e problematica, che urlando fa per - indovinate un po’? - lanciarsi di sotto. I due la bloccano, ma vista la bellicosità della ragazza Martin le si siede sopra la testa. Mentre questa impreca come un camionista arrabbiato, sul terrazzo appare un ragazzo magro e americano che ha deciso, guarda un pò, di togliersi la vita a causa dello scioglimento della sua band...
Narrata in prima persona alternando i punti di vista dei protagonisti, questa commedia nera incentrata sul suicidio colpisce per originalità e forza comica ma (purtroppo) rallenta un po’ verso il finale. Utilizzando linguaggi differenti, Nick Hornby fa raccontare ai protagonisti i motivi per cui vogliono lasciare questo mondo ed è davvero bravo nel tracciarne i caratteri con cinico umorismo. L'autore però, dopo aver fatto incontrare i personaggi sul terrazzo, tiene unito il gruppo con una serie di trovate che in alcuni casi risultano forzate e la stessa carica di humour della prima parte perde vigore nella seconda. In conclusione il libro, nonostante non possa essere considerato il capolavoro di Hornby, vanta comunque un’idea di base interessante sdrammatizzata dal cinismo tipico dell'autore e da dialoghi botta e risposta che “lubrificano” parecchio la lettura rendendola comunque godibile. Bravo come al solito Massimo Bocchiola nel difficile tentativo di tradurre i diversi linguaggi dei protagonisti.

 

 

 

 
 
 
 
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