Non parliamo la stessa lingua

Non parliamo la stessa lingua
Un giornalista free-lance israeliano si vede costretto da un divorzio con annessa crisi esistenziale e dai miseri guadagni ad accettare il posto di cassiere al bar del museo dedicato alle vittime della persecuzione nazista di Gerusalemme, lo Yad Vashem. Si illude che si tratti di un lavoro tranquillo, ma ben presto l'atmosfera pesante del luogo lo contagia, e l'uomo cade in una profonda depressione. Tanto che un giorno le proteste di un turista americano per una fetta di ciambellone al cioccolato avariata diventano il pretesto per una discussione che degenera subito in litigata e infine in rissa... Una ditta statunitense mette a punto un innovativo trattamento per l'obesità, male del secolo. Un programma di sei mesi per la stellare cifra di 120.000 dollari con l'apporto di nutrizionisti, medici, psicologi, cuochi, ipnoterapisti, agopuntori, ma non solo: la Will Power Incorporated affibbia a ogni cliente un 'guardalinea', cioè una bodyguard incaricata di vigilare che il cliente non sgarri di nascosto. Un giornalista sta preparando un servizio sul metodo della Will Power Inc., e l'amministratore delegato della ditta gli offre una settimana di prova gratuita... Mentre Larry - un matrimonio finito dopo nove anni e una figlia fragile e malata - cerca sempre più affannosamente il suo portafogli smarrito, l'India lancia un razzo armato di testata nucleare contro il Pakistan, che risponde al fuoco: in tutto partono sette missili, che uccidono circa 24 milioni di persone. I network televisivi si trovano a gestire una crisi internazionale senza precedenti, mentre Larry inizia seriamente a pensare che la colpa di tutto sia del suo fottutissimo divano. Sì, deve essere proprio così...
Rimbalzare come una palla pazza che strumpallazza dall'infinitamente piccolo alll'infinitamente grande e viceversa è un ottimo modo di raccontare storie: all'esplorazione della sfera personale, delle interiorità, delle miserie e/o delle grandezze della quotidianità si accostano i grandi temi, gli eventi che hanno fatto la storia o che possono cambiarla, le emergenze di quella cosa complessa che siamo abituati a chiamare società. L'Olocausto, l'obesità dilagante, la società dei consumi, la guerra nucleare, i mass-media, la struttura del lavoro, il razzismo. E puf, la qualità di una storia decolla, le emozioni fioriscono, si fanno più profonde, quasi quasi sembrano (più) vere. Le favole dell'esordiente Todd Hasak-Lowy, giovane professore di Letteratura all'University of Gainesville, hanno una morale. Le vicende sono il pretesto per esprimere delle idee, o forse le idee sono un pretesto per raccontare vicende di borghesi piccoli piccoli come noi. Tra ironia, intelligenza e bello stile, qualche colpo da maestro Hasak-Lowy lo assesta: canta l'incomunicabilità tra persone e tra culture e la mancanza di radici in "Sul luogo dove sorge il museo dedicato agli ebrei vittime delle persecuzioni naziste", simula un reportage coi controfiocchi sulla bulimia USA in "Will Power", gioca manco fosse Kusturica con la balcanità ne "Il compito di questo traduttore" (title-track nell'edizione originale dell'antologia), ma il gioiello vero è "Il colloquio di lavoro", 100% dialoghi al vetriolo.

Leggi l'intervista a Todd Hasak-Lowy

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