Non perdiamoci di vista

Il primo amore non si scorda mai e Niccolò de Martini, del quale Benedetta era follemente innamorata a vent’anni, si è purtroppo “perso” tra le magie di Londra. Per lei sofferenza e lacrime a non finire, il cuore a pezzi, un dolore ostinato che sembra non finire mai. Ma poi si è messa con Fabrizio, pensando che fosse il modo per uscirne, pensando anche di ferire Niccolò al punto da ritornare per riprendersela. Invece, niente, si esauriscono i contatti. Ci vuole un anno affinché il cuore di lei, rattoppato e rimesso insieme alla bell’e meglio, riesca a dimenticare. E Fabrizio è sempre lì, lui non sa nulla, anzi nemmeno si immagina la sofferenza della sua fidanzatina per un altro. Con Fabrizio la storia va avanti, fino al rapporto serio, al fidanzamento, al matrimonio, ai figli... e al divorzio, perché è un rapporto tra fratello e sorella, senza passione, senza le follie del cuore. Ma dopo 25 anni ecco che Niccolò si ripresenta come se niente fosse. Una richiesta di amicizia che fa precipitare Benedetta in un turbinio di emozioni. Si sente di nuovo ventenne, davanti a quel suo lui che non è affatto cambiato, appena qualche filo grigio fra i capelli corti, qualche ruga sexy intorno agli occhi e la voglia di parlare, di raccontarsi... figli, bilanci di mezza vita, separazioni. Sta sempre a Londra e ricomincia a corteggiarla. Le manda il buongiorno con una vista di Londra dalle vetrate del suo ufficio nella City, immagini del suo cane tenerissimo, qualcosa di buffo che vede in giro. Lei si scopre ad attendere con ansia quei messaggi ogni mattina, le è tornata la voglia di flirtare. Si chiedono se possono riprendere là dove hanno lasciato. Non hanno dimenticato nulla di allora, nemmeno la più piccola emozione. Benedetta vorrebbe crederci, ma c'è sempre quella vocina insistente che le dice di non fidarsi, che le persone inevitabilmente cambiano. Già, ma adesso è tutto troppo intrigante...

Federica Bosco, quando è in vena di essere leggera e profonda contemporaneamente, è capace di diventare l’amica della porta accanto, quella che racconta e con cui raccontarsi, perché ha un modo così moderno e attuale di esprimersi da sembrare davvero l’amica con cui ci si confronta davanti a un aperitivo. Anche le storie che racconta non sono lontane dalla verità e anzi, in questo romanzo in particolare, sono talmente tante le donne prese in considerazione che c’è posto davvero per tutte, per ritrovarsi in una storia a distanza, in un’avventura di sesso virtuale, in un “amarsi sempre, sposarsi mai”... Di certo lo stile è brioso, ironico e capace di strappare un sorriso anche nelle pagine più difficili da digerire. È davvero salutare questa idea di confrontarsi, perché è quello avviene durante la lettura, con la possibilità anche di chiarirsi le idee come se si fosse direttamente seduti a quel tavolo in cui il gruppo di amiche sta chiacchierando, provando a riflettere su quanto dicono, magari si è tentate quasi di intervenire per dire la propria, suggerire un’esperienza personale o di qualcuno di molto vicino a noi. Interessanti i rapporti tra mamme e figlie, la capacità di guidare e di essere guidate, di essere trasversale fra generazioni perché le attraversa tutte e soprattutto è in grado di interessarle tutte. Forse anche gli stessi aspetti sentimentali rappresentano un range di possibilità che sono trasversali e che possono averci sfiorato in toto o in parte e/o aver interessato il nostro vissuto. C’è poco di inventato: succedono, esattamente così. Forse non sempre hanno un lieto fine, a volte ci pescano non così forti e perfette da essere in grado di decidere e di rifiutare, ma sono proprio così. No, non è affatto un caso che Federica Bosco abbia venduto milioni di copie dei suoi libri (questo è il ventesimo)!

 


 

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