Non più, non ancora

La tentazione del rossetto sulle labbra è troppo forte: mentre la mamma dorme, Chiara si lascia tentare dallo stick di Chanel 60 Rouge Troublant. Un pasticcio da cancellare presto. Chiara è una suora e no, non può cedere alla tentazione di un rossetto. A quasi cinquant’anni deve dividersi tra l’ospedale nel quale è ricoverata sua madre e l’istituto nel quale insegna, imparando a tenere a bada i sensi di colpa che la assalgono. Adora i suoi alunni, le piace andare in giro senza velo e da un po’ di tempo ha iniziato a farsi delle domande sulla sua vocazione. Il secondo gesto di rottura, dopo il rossetto, è una sigaretta, fumata in fretta e di nascosto con Alberto, suo amico da sempre. Il pensiero corre alle tante consorelle che hanno lasciato il convento e sono tornate nel mondo. Chissà se avrà mai il coraggio di farlo. Dopo un’estate insieme, sua madre se ne va all’improvviso: trombosi coronarica, neanche il tempo di dirle quanto le voglia bene. Nessun dolore, solo un grande senso di confusione. Ma, come le capita spesso, all’alba arrivano le risposte ai suoi dubbi. Comunicare alla superiore la decisione di lasciare l’abito è più semplice di quanto pensasse. Non può dire lo stesso del ricominciare una vita che non ha mai vissuto, fatta di piccole e grandi incombenze che deve imparare a gestire: dalla spesa alla lavatrice, alla cucina. Al lavoro. La Provvidenza, alla quale non ha mai smesso di credere, le viene in soccorso…

Chiara è, prima di tutto, una donna. Si sente in trappola. Fa fatica a restare negli schemi imposti dalla società. La sua scelta vocazionale è sincera, autentica ma non riesce a trovare spazio in un sistema rigido, fatto di regole formali che troppo spesso negano l’umanità e che allontanano dall’amore. Chiara passa da una vita asciutta e insignificante, al progetto missionario in Brasile, all’amore. Finalmente la vita. Finalmente la felicità. Non più, non ancora è appunto il racconto di un percorso interiore, di un travaglio tutto femminile, profondo, che non lascia spazio ai compromessi. Neanche e soprattutto con se stessi. La ricerca del sé passa prepotentemente da un progressivo spogliarsi per approdare alla sensazione di leggerezza che, come scrive Calvino “non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Con un linguaggio semplice e commovente, lieve e coinvolgente, Francesca Rosso, giornalista e appassionata di yoga e di meditazione, punta al centro della ricerca di senso che è ricerca della felicità. Una ricerca che richiede abbandono e coraggio perché, come la protagonista suggerisce, la paura è il contrario dell’amore.



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