Non Sono Sidney Poitier

Non Sono Sidney Poitier
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 
Portia Poitier non aveva tutte le rotelle a posto, questo era chiaro a tutti. Così quando nel 1968 disse di essere incinta non ci credette nessuno. Aveva già avuto due gravidanze isteriche, nessuno l'aveva mai vista in compagnia di un uomo, e per giunta dopo nove mesi non era successo proprio niente, malgrado il pancione innegabilmente ci fosse. E quel misterioso pancione durò per altri nove mesi, e ancora sei: poi nacque un fagottino nero e urlante che la mamma battezzò coll'assurdo nome di Non Sono Sidney. Quella bizzarra nascita fece sensazione a Los Angeles, e vennero nel quartiere persino un paio di troupe televisive di fuori. Ma la combattiva afroamericana aveva in serbo altre sorprese per i suoi vicini di casa: nel 1970 investì tutti i suoi – pochi – risparmi, frutto di un risarcimento danni dopo un infortunio sul lavoro, in una società sconosciuta, la Turner Communications Group. Un'apparente follia, se non fosse che in pochi anni il buon Ted Turner costruì un impero, rendendo la donna e suo figlio ricchissimi. È passato qualche anno: Portia si ammala e in poche settimane muore. Non Sono Sidney (un bel ragazzo che somiglia ad Harry Bellafonte o addirittura al suo quasi omonimo Sidney Poitier) rimane solo al mondo, ma Ted Turner – che considera la buffa signora nera che ha creduto in lui una sorta di portafortuna – decide di badare al ragazzo. Lo ospita in una delle sue ville e vigila sulla sua istruzione (entrambe le cose però restano a spese del giovane Poitier, che è ricco anche lui): per Non Sono Sidney – che nel frattempo ha sviluppato una tecnica che lo rende in grado di ipnotizzare alcune persone particolarmente suggestionabili - inizia un'adolescenza fatta di Jane Fonda in tutina attillata che fa ginnastica accanto alla piscina, di uno staff di ragazze nere che lo accudiscono, di studio, di professoresse allupate, di poliziotti razzisti e di altri bizzarri incontri...
Percival Everett conferma la sua brillante versatilità con questo bildungsroman in salsa pop, un divertissement che partendo dal nome del protagonista (al tempo stesso una gag lunare e una satira della percezione dei neri da parte della società statunitense negli anni '60, '70 e '80 – ah, quante cose possono nascondersi in un nome!) costruisce un plot picaresco, dal ritmo brioso e con una garbata carica erotica. Una delle carte vincenti del romanzo è la presenza di personaggi reali nella trama: a partire ovviamente da Ted Turner, vera icona del businessman dell'America dei tempi di Reagan, boss della comunicazione televisiva, fondatore della CNN e a lungo vicepresidente della AOL Time Warner. Nel libro Turner viene presentato come una figura stereotipata ma gradevole, uno yankee pacatamente coatto che sa come va il mondo e ha imparato a goderselo. Poi  c'è Percival Everett – sì, proprio l'autore – che come nella sua vita reale qui è un professore universitario, però tiene un allucinante corso di Filosofia dell'Assurdo: una botta di autoironia che dà la misura dello humour e dell'intelligenza di un autore di grandissimo talento che fosse italiano – c'è da giurarlo – si darebbe arie da insopportabile sapientone.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER