Non sparire

Un giugno torrido quello del 2009 a Sycamore, una piccola cittadina dell’Arizona: un caldo che non scoraggia Laura Drennan e non le impedisce di fare la sua solita passeggiata pomeridiana. Laura, insegnante di letteratura, si è da poco trasferita in città e ricoperta da un’untuosa crema solare e protetta da una visiera in gommapiuma si avventura tra le vie del suo nuovo quartiere, un concentrato di case risalenti agli anni Settanta e Ottanta. Qui la professoressa ha preso in affitto una villetta, dove, secondo quanto riferito da Maud la postina, viveva un’anziana che, poverina, avendo perso il senno non faceva altro che scavare buche in giardino. A proposito della postina, una tipa simpatica, ma strana e tra l’altro sorda come una campana. Certo è che quel trasferimento rappresenta un grande cambiamento per Laura. Chissà quando rivedrà la sua bella San Diego, con i suoi marciapiedi grandi e spaziosi, l’erba verde dei prati e i suoi alberi di eucalipto. Intanto tra una stradina e l’altra, una casa e l’altra, i pensieri di Laura vagano tra la sua vecchia vita e i bagagli che risiedono nella sua nuova casa, ancora tutti da disfare. Poi il pensiero corre a Charlie, il suo ex marito, alla sua nuova fidanzata e a suo fratello, con i suoi tanti progetti. Meno male che ci sono le sue passeggiate! Camminare l’aiuta a non pensare. Le sue escursioni a Sycamore sono quasi sempre le stesse: tra i viottoli, fino al ponte e poi dietrofront. Una mattina (visto che per evitare le piogge pomeridiane, Laura ormai dopo qualche settimana di permanenza, preferisce le ore mattutine per passeggiare) la donna decide di andare oltre il ponte. Costeggiando il fiume, Laura nota un pezzo di terra piuttosto concavo, la cui superficie è completamente coperta di sassi: sicuramente si tratta dell’Arroyo Lake, il laghetto scomparso nell’arco di una notte a causa dell’apertura di un inghiottitoio. Con sua grande sorpresa, Laura fa un incontro inaspettato: una donna che spinge una pesante carriola colma di sassi e l’insegnante si rende immediatamente conto del gesto altruista di quella persona. La sconosciuta scarica sassi nel laghetto, onde evitare che durante le alluvioni fango e sabbia si depositino pericolosamente sul fondo della conca. Una bella scoperta per Laura, che circa un mese più tardi, quando ormai la sua vita a Sycamore sta iniziando a prendere i suoi normali ritmi, decide di voler rivedere. Così durante una delle sue lunghe passeggiate, si avventura nuovamente verso il laghetto. Questa volta Laura è sola in quel posto incantato: lancia una pietra, cammina su quei massi sentendone lo scricchiolio, assorbe tutta l’adrenalina che le dona camminare su quell’incavo di terra e sassi. Sta per arrivare il temporale, ma non importa, la donna è serena in quel posto. A un certo punto nota un bastoncino, piuttosto strano. Si avvicina e a quel punto ogni dubbio svanisce: è un osso umano e le sembra anche di vedere la curva di una costola. Laura è spaventata, terrorizzata e scappa via…

La misteriosa scomparsa di Jess Winters, una ragazza di diciassette anni, avvenuta nel 1991, durante una notte come le altre, sconvolge la tranquilla cittadina di Sycamore. Quella stessa ragazza che insieme a sua madre Maud si è trasferita da Phoenix in un posto che in realtà detesta, come odia suo padre, che si è rifatto una vita con un’altra donna e un’altra figlia. Il ritrovamento delle sue ossa, diciotto anni dopo, riporta a galla un dolore ancora vivo. Non sparire è il coinvolgente romanzo d’esordio di Bryn Chancellor, un thriller ben riuscito, in cui l’autrice californiana snoda la narrazione su due piani temporali differenti, passando dalla scomparsa di Jess nel passato, al ritrovamento delle sue ossa nel presente, per tornare indietro nel tempo e raccontare della giovane donna. Bella la ricostruzione della vita della ragazza, un personaggio ben delineato sia nel suo aspetto fisico, che nelle sue emozioni, nel suo sentirsi sbagliata e fuori posto. Attraverso la descrizione della breve esistenza della giovane, emergono altre vite, altre figure, con i loro tormenti e le loro angosce, persone che non hanno mai superato quella notte di sedici anni prima, nonostante siano andate avanti con la loro vita. Uno stile asciutto quello della Chancellor, una scrittura lineare e diretta, che lascia il giusto spazio alle vive sensazioni. Non mancano i colpi di scena, in una trama compatta che fa del libro un thriller psicologico ben scritto. Bryn Chancellor, che è stata vincitrice, con la sua raccolta di storie Quando vieni a casa? del Prairie Schooner Book Prize 2015, il premio letterario americano per la poesia e la narrativa, ha dichiarato che la stesura di Non sparire – titolo originale Sycamore – è stata per lei un’incredibile sfida. Da questa competizione con se stessa è nata una lettura che ammaglia e tiene il lettore incollato alle pagine, riuscendo a tenere vivo il suo interesse, parola dopo parola e a toccarne le corde più intime dell’animo.

 


 

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