Notte a Caracas

Notte a Caracas
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Dopo la morte di sua madre con la quale è cresciuta ed ha sempre vissuto, Adelaide Falcon resta definitivamente sola. La lunga malattia della madre, un cancro aggressivo, le ha anche portato via tutti i risparmi faticosamente messi da parte, per cui adesso la vita le sembra ancora più precaria e insicura. Purtroppo è solo l’inizio di una serie di sventure: ben presto il suo appartamento viene sequestrato ed occupato da donne guidate dalla violenta Marescialla e che fanno capo alla Rivoluzione. Non le resta altra scelta che abbandonare tutti i suoi effetti personali e rifugiarsi dalla sua vicina, Aurora, che però trova morta riversa sul pavimento. Adelaide è davvero disperata, ha bisogno di fuggire e quindi organizza una fuga da Caracas verso la Spagna, dove la sua vicina defunta, Aurora, ha una cugina. Con un po’ di soldi trovati per caso nel suo nuovo appartamento, riesce a contraffare il passaporto di Aurora, ne acquisisce l’identità e si prepara alla nuova vita, che la costringerà a ripartire da zero, senza nulla, neppure il suo nome. Questo è occasione per indagare anche sulla sua esistenza: le ritornano alla memoria i ricordi della vita passata, della madre che dava lezioni private per arrotondare lo stipendio da insegnante, del fotografo Francisco che aveva amato ed era stato sgozzato una settimana prima del loro matrimonio. Prima di fuggire, Alelaide incontra Santiago, fratello minore della sua amica Ana: il ragazzo le racconta la sua spaventosa prigionia, le torture subite e l’arruolamento forzato nei ranghi dei Figli della Rivoluzione. Finalmente in salvo, fuori dalla notte di Caracas, Adelaide può apprezzare la libertà ed il senso di rinascita: un altro nome, un’altra patria, un’altra persona…

Il romanzo di esordio di Karina Sainz Borgo è un pugno allo stomaco: non c’è affetto, non c’è speranza, non c’è indulgenza. La storia scivola vorticosamente nel baratro della perdita di tutto, dalla famiglia alla propria identità, in un continuo scontro fra opposti, fra vittime e carnefici. L’inferno venezuelano perde le sue connotazioni specifiche ed assume quelle epiche di un paese in balia di milizie assassine. È un romanzo dirompente nella sua semplicità, caratterizzato da uno stile asciutto, che non lascia spazio a nessun tipo di immaginazione o non detto, che graffia la superficie e riesce a tenerci incollati ai fatti dalla prima all’ultima pagina, ci scortica e va fino alla radice. Fin dalla sua prima apparizione il romanzo ha raccolto l’entusiasmo della critica per la capacità di coniugare il piano allegorico con il realismo della narrazione: allo stesso tempo è un romanzo senza tempo, che traccia un quadro chiaro della realtà del Venezuela degli ultimi vent’anni, intrecciandosi con le esperienze personali dell’autrice, anche lei migrata in Spagna in cerca di una seconda vita.

LEGGI L’INTERVISTA A KARINA SAINZ BORGO



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