Novalis

Novalis
Alex è un giovane musicista tormentato. La sua vita è costellata da insuccessi e delusioni: un padre ipocondriaco, una madre apatica, la sua band che si scioglie per mancanza di stimoli, un lavoro triste, l’assoluta assenza di amici. Dopo una sera passata in un pub con Aldo, uno del giro, questi gli accenna ad un misterioso ensemble teatrale chiamato Novalis. E’ un segreto, dice, ma i segreti vanno rivelati. Durante il viaggio di ritorno in macchina Aldo, ubriaco, provoca un incidente e muore, mentre Alex sopravvive. La sua vita continua così, scivolosa, su di una china discendente, peregrinando di locale in locale, di stanza in stanza, senza trovare pace. Incontra Sara, una ragazza che si prostituisce on-line. Come lui, anche Sara sopravvive in maniera forzata all’interno di una società che non dà alternative. Sarà lei ad introdurlo al misterioso gruppo teatrale, risvegliando il ricordo di Aldo, della sua morte, iniziandolo ad un rituale macabro dal quale non saprà sottrarsi. Per Alex comincia così una sorta di corsa contro il tempo per salvarsi e salvare la ragazza, annaspando tra sogni di violenza e violenza reale, istintiva, inevitabile…
In questo libro il dato certo è che non c’è riscatto totale. Ovvero il male esiste ovunque, preminente e non c’è angolo o atmosfera, accordo musicale, canzone o colore che possa risolvere e guarire. Non c’è margine di salvezza e non c’è cura, perché la cura si ottiene una volta capito il male. Ma finché rimane oscuro, un ombra che ricopre ad ombrello, non ci sarà scampo per niente e nessuno. Alex ne è testimone, sebbene lampi di consapevolezza e volontà lo accendano e lo risveglino dal torpore. L’estremizzazione del gesto mortale poi, giustificato ad arte, sintetizzato nell’esibizione quasi settaria, è sempre stato oggetto di morbosa curiosità, così come la violenza, come il sesso esposto. I personaggi del romanzo agiscono e interagiscono in atmosfere cupe e pensanti, sono pesci immersi un acquario sporco, dentro al quale si fatica a distinguere le varie specie. Così, agli occhi del lettore, ogni individuo risulta simile nei tratti, nel carattere, nelle azioni. La violenza latente è sempre presente, pronta a scattare come una trappola per topi, e la morte sembra un buon punto di arrivo per smettere di soffrire.

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