Novembre

Novembre
“Amo l’autunno, triste stagione che si addice ai ricordi. Quando gli alberi non hanno più foglie, quando il cielo conserva ancora, al crepuscolo, la tinta rossastra che indora l’erba appassita, è dolce vedere spegnersi tutto ciò che fino a poco tempo prima ancora ardeva in noi”. Un giovane uomo, tormentato dallo spleen romantico, malinconico e sognatore, è incuriosito o per meglio dire profondamente coinvolto (dovremmo dire turbato?) dal “mistero della donna”. “Alcune parole mi sconvolgevano, donna e amante soprattutto” confessa: della prima cerca tracce nell’arte e nei libri, beandosi delle proprie scoperte; nella seconda percepisce qualcosa di diabolico; la donna fuori dal matrimonio evoca in lui immagini non solo di voluttà, ma anche di potere, di splendore, di ricchezza. (Non fu sempre, l’avere amanti, prerogativa dei re?) Sfiora ed ammira donne diverse per strada, ne respira il profumo, ne ruba gli sguardi, ne immagina i nudi corpi attraenti. Vagheggia un amore unico, perfetto, appassionato. Lo sperimenterà quando il passo lo condurrà ad una casa, che gli è insieme nota ed ignota, come gli incontri che si fanno nei sogni. Sale brevi scale e, in una stanza in penombra, viene introdotto al cospetto di una giovane donna vestita di bianco. È perdutamente colpito dalla sua “bellezza adorabile”. La bella si chiama Maria e fa la prostituta. Alterna atteggiamenti amichevoli ad altri quasi lascivi, momenti di tranquilla dolcezza ad altri di passione sfrenata. L’incontro è felice, la vita pare ora sorrida al nostro giovanotto, che più volte torna dall’amata, dalla quale è riamato. Gli si pone una scelta: condividere con lei la vita e volgere in gioia l’antica malinconia? Ma a questa si oppone un inquietante interrogativo: la passione che arde tra loro sarà sufficiente a fornire il coraggio per un futuro comune, per un progetto duraturo?... 
Novembre è opera del giovane Flaubert, che la scrive nel 1842, a soli ventuno anni. Il breve romanzo è ispirato all’autore, così come Memorie di un folle ed Educazione sentimentale, dall’amore per Elisa Foucault, moglie dell’editore di musica Schlesinger. Il ritratto del protagonista, che narra in prima persona, anticipa il ruolo fondamentale che la donna, il desiderio e l’amore occuparono nell’opera di Flaubert. Maria prefigura Emma Bovary, il suo desiderio di essere amata, la sua ricerca della passione, la sua tensione romantica. Scrive Giuseppe Aloe nell’introduzione: “Potremmo dire che quasi tutti i temi che agitano Emma Bovary si trovano, in nuce, anche nel protagonista di Novembre [...] il suo mondo immaginario che non trova realizzazione nel mondo reale [...]  Il contrasto fra le cose che si sognano e le cose che accadono. I suoi tradimenti, le sue estasi...” E dunque, prima di leggere o rileggere Madame Bovary, assaporatevi questo breve romanzo.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER