Nulla è impossibile

Nulla è impossibile

Marec è un piccolo villaggio piuttosto isolato e niente affatto comodo. Lì vivono Isa e Nazmije Pacolli. Sono kosovari di etnia albanese. Abitano in una campagna aspra e dura. Sono poveri. È il 1951 quando nasce il loro secondo di dieci figli. Behgjet. Che presto emigra. A vent’anni è in Germania, per la precisione ad Amburgo, dove si dà da fare, lavora, studia e ottiene una laurea in economia con una specializzazione in marketing e management. A ventitré anni torna in Kosovo, all’epoca provincia autonoma della Serbia, come la Voivodina, all’interno della Jugoslavia titina, per svolgere il servizio militare. Due anni dopo è di nuovo oltre confine, in Svizzera, dove dopo alcuni anni diventa uno dei top manager di Interplastica Engineering and Trading, una società di impiantistica che collabora con i paesi del blocco sovietico, mentre non ancora quarantenne nel 1990 fonda la sua società di costruzioni e ingegneria civile, ora una vera e propria holding, la Mabetex. La svolta avviene nel 1992, quando conosce Pavel Borodin, che assume la carica di amministratore delle proprietà presidenziali: in tal modo la ditta di Pacolli si aggiudica numerosi e importanti appalti per ricostruire, ristrutturare e ammodernare edifici prestigiosi come l'ex Parlamento della Federazione Russa, il Teatro dell'Opera e il Cremlino. La Mabetex costruisce inoltre anche il primo grande hotel di lusso, lo Swiss Diamond Hotel, della nuova era russa, nella quale il comunismo è soltanto un pallido e anacronistico ricordo…

Ha tre figli e tre figlie, parla correntemente italiano, albanese, tedesco, russo e inglese, ha avuto numerose relazioni, tra il 1999 e il 2002 è stato il marito di Anna Oxa, che condivide con lui – non a caso infatti il suo vero cognome, ereditato dal padre, originario di Kruja, è Hoxha, assai diffuso dalle parti di Durazzo, Tirana e Valona (lo portava anche il dittatore che imperversò sull’antica Illiria dal 1944 al 1985) – le origini all’ombra della bandiera rossa su cui campeggia in nero l’aquila bicefala, è un magnate edile, era amico di Gheddafi, ha ristrutturato il Cremlino, ha fatto di Astana ( la capitale del Kazakistan nella steppa dell’Asia centrale) una città futuristica, ha prestato servizio nell’esercito come assistente di Tito, ha dal 1992 la cittadinanza svizzera, visto anche che la sua società ha sede a Lugano, è stato negoziatore in trattative per il rilascio di ostaggi occidentali in Medio Oriente, ha costituito fondi e fondazioni umanitarie, ha fondato un partito politico e nel 2011 è stato presidente del Kosovo di cui è ora, ed effettivamente con tutti i contatti che ha pare una scelta a dir poco obbligata, ministro degli esteri. Tutto questo e molto altro è Behgjet Pacolli. La quintessenza del self made man, visto che è partito da molto lontano e non era affatto ricco, anzi: e in questo testo decide di raccontarsi. E appare sincero, senza infingimenti, non vuole sembrare migliore di quello che è, scrive in maniera chiara, interessante, lieve, seria ma non seriosa, brillante, coinvolgente, e più che altro sembra interessato soprattutto a dare un messaggio a ognuno, affinché non si abbatta: nihil difficile volenti. Volere è potere, insomma. Basta lavorare sodo. Dice…



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