Nulla succede per caso

Nulla succede per caso

E se fossimo personaggi di una storia e la nostra esistenza fosse un’opera di narrativa? Come possiamo sapere di essere proprio personaggi di una storia? La risposta è che solo un evento esterno, la “coincidenza significativa”, può farci prestare attenzione al fatto che stiamo vivendo una storia come personaggi. Carl Gustav Jung ha definito queste coincidenze significative con il termine “sincronicità” che offrono una visione diversa e più ampia sulla nostra esistenza e una comprensione più aperta degli altri e del mondo. Gli eventi sincronicistici sono sequenze significative di avvenimenti insoliti e accidentali, non legati da causa ed effetto, di carattere fortemente soggettivo che aprono uno spiraglio verso l’interno della nostra storia e che hanno il compito di svegliarci e renderci consapevoli di chi siamo e di dove andiamo. Questi eventi hanno carattere di tale straordinarietà e sono così disancorati dal razionale che spesso tendiamo a non riconoscere loro la giusta importanza e il loro giusto valore nella determinazione di ciò che siamo veramente, catalogandoli come stranezze o impedimenti che incrostano negativamente il nostro percorso. Gli eventi di sincronicità hanno quattro caratteristiche importanti: sono acausali, sono sempre accompagnati da una profonda esperienza emotiva, hanno carattere e contenuto simbolico e coincidono con momenti di grande cambiamento di vita. Gli eventi sincronicistici permeano e determinano la nostra vita di relazione, la nostra vita lavorativa, quella spirituale, la vita e la morte. Qual è il loro ruolo? Ci indicano un percorso, ci mostrano la nostra storia con una prospettiva nuova che collega interno ed esterno e ci porta ad una apertura nuova verso il reale e la nostra storia, ci mostra percorsi che non avremmo immaginato e ci indica il necessario cambiamento di cui abbiamo bisogno. Cambiamenti interiori, cambiamenti nelle relazioni, cambiamenti nelle dinamiche lavorative o svolte spirituali che ci permettano uno sguardo nuovo sul nostro essere al mondo…

Il saggio dello psicoterapeuta di area junghiana Robert H. Hopcke si propone di utilizzare un approccio romanzesco alle “coincidenze significative” o “sincronicità” per poter comprendere il “romanzo” che ogni uomo vive e che spesso lo sorprende, lo spaventa, lo fa sentire inerme davanti ai fatti che non comprende, ma che hanno un forte impatto sulla sua vita. L’approccio psicologico alla “sincronicità”, tipico della psicologia junghiana, pone l’accento sul primato della soggettività e l’approccio scientifico cerca argomentazioni a favore della nuova fisica, ma a differenza di questi percorsi interpretativi, l’approccio “narrativo” di Hopcke è quello di raccontare delle storie e di analizzarle in cerca di significati. Così, divisi in capitoli, Hopcke ci presenta molti esempi reali di persone conosciute, suoi pazienti e riferite alla sua stessa storia che spiegano al lettore cosa siano gli eventi sincronistici nei diversi ambiti dell’esistenza umana, di quale può essere il loro valore e di come si possano sfruttare per raggiungere una maggiore comprensione di se stessi e della propria esistenza. Se siete in cerca di un saggio rigorosamente scientifico sulla sincronicità, questo di Hopcke non fa per voi, ma se volete una versione “folk” di questo sapere scientifico, questo è il saggio divulgativo più adatto. Dovrete in ogni caso amare la narrazione, il racconto che è la parte portante di tutta l’opera.



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