Nuova California

Nuova California
A Rimini, la Nuova California, è arrivato l'inverno, la Grande Umida, come chiamano la stagione fredda nei bar del porto. Nebbia grigia, malinconia nera, fantasmi che fanno capolino dal passato. Fantasmi ingombranti come quelli di Francesco Lemma, reduce del '77, che una sera riceve una inattesa telefonata dal suo ex compagno di manifestazioni e casini Luciano Santana, che gli chiede aiuto per una brutta faccenda non meglio specificata. C'entra forse il cadavere con i piedi mozzati e due pallottole in testa ripescato al molo quanche giorno prima? Lemma - che è stato appena mollato brutalmente dalla compagna Linda - non lo sa, e Luciano non lo dice. Ma ben presto, mentre Lemma rincorre il vecchio Ciano di bar in bar senza incontrarlo mai, si scopre che dietro a quell'ex eroinomane che sognava la rivoluzione e che ora ha custodisce un oggetto che scotta ci stanno dietro in tanti, dalla polizia a un gruppo di picchiatori di provincia assoldati forse dal signor Solimano, potentissimo uomo d'affari dalla coscienza più nera della notte che stringe la Nuova California in una morsa soffocante...
Il Pietro Angelini che non ti aspetti: per il suo romanzo d'esordio l'apprezzato studioso di Filosofia orientale si trasforma in una mosca da bar e sforna un noir atipico che riesce nella difficile impresa di coniugare hard-boiled classico, atmosfere prese di peso dal finale de I vitelloni di Federico Fellini e reminescenze degli anni di piombo. Il risultato è un'atmosfera sospesa, quasi magica, una sorta di limbo immerso nella nebbia sullo sfondo del quale si muovono i personaggi, pedine di un plot a dire il vero un po' esilino (e qui sta l'unico difetto del romanzo), povero di colpi di scena e dal finale sottoritmo. E' vero che lo scandalo sessuale che è al centro della fosca vicenda è solo il pretesto per raccontarci una favola sul potere che corrompe l'anima e sulla perdita degli ideali, ma forse qualche curva a gomito, qualche sterzata brusca in più avrebbero reso il viaggio più emozionante. Più emozionante di quello che è, si badi bene. Perché comunque lo è.

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