October list

October list

Sarah ha solo sei anni e un ditino in meno. Le è stato tagliato dai suoi rapitori ed è stato recapitato a Gabriela, la mamma, per convincerla che è meglio dar loro quello che chiedono. L’October list e 500.000 dollari. Cos’è l’October list? Una lista di nomi ma soprattutto di cifre. Dollari che il capo di Gabriela, Charles Prescott, ha portato con sè scomparendo nel nulla. E siccome nomi e cifre non compaiono da nessuna parte, la polizia suppone che siano soldi sporchi. Ci sono fra quei soldi anche quelli di Joseph, che vuole lista e denaro tanto da rapire la figlia di Gabriela. A New York come nel resto del mondo un incontro casuale può dare vita a qualsiasi cosa e appunto da un banale incidente, uno schizzo di liquore sulla camicetta di Gabriela, Daniel Reardon, che si occupa anche lui di finanza ed assicurazioni, si trova coinvolto con i suoi soci Sam ed Andrew nella torbida vicenda. Vuole aiutare Gabriela in ogni modo, lecito o meno, per recuperare l’October list il denaro e soprattutto Sarah. Va da sé che il diktat dei rapitori è uno solo: niente polizia...

Due giorni e mezzo da cardiopalma. Due giorni in cui i fatti ci vengono raccontati partendo dalla domenica sera e andando a ritroso fino al venerdì. Pensavo di trovarmi a leggere qualcosa di tutto sommato già visto, pensavo a qualcosa di simile ai romanzi di Sebastian Fitzek, e invece Deaver ha scritto qualcosa di assolutamente inedito. Un libro assolutamente geniale, una sperimentazione, una sfida, una cosa comunque nuova e ritengo difficilmente imitabile. Pezzo unico perché come nei migliori giochi di prestigio una volta scoperto il trucco non ti tiene più col fiato sospeso, ma in questo October list il fiato lo si trattiene eccome, e si trepida, ci si arrabbia tantissimo e spesso, almeno fino alle ultime 30 pagine: ti viene la tentazione di chiuderlo o far volare l’e-reader dal balcone, ma arrivare alla fine ripaga di ogni frustrazione. Follemente innamorata di Rhyme, apprezzo moderatamente la serie con Kathryne Dance, temevo che sarei rimasta fortemente delusa. Ma sono stata clamorosamente smentita. Unica avvertenza, non cercate di capire durante la lettura più di quanto vi viene raccontato, abbandonatevi e lasciate che sia Deaver a condurre la danza. Ne varrà la pena.



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