Odi

Odi

Due ragazzi si appartano, lei è riluttante a concedersi eppure lui insiste, è un posto strano e sporco, lì pare che si verifichino spesso degli episodi di violenza sessuale… Carlo sente le ossa del collo spezzarsi, uno schiocco ligneo. Nel mentre Carlo fissa un anello, una patacca al dito del ragazzo barbuto recante ì la scritta “Vexilla regis prodeunt inferni”: Dante, forse non merita di morire… Un traditore seriale è in cura da anni da un analista. Quando ha sentito la prima volta l’impulso di abbandonarla? Si erano conosciuti a vent’anni, lei lavorava in un bar, ci si amava da morire eppure qualcosa non funzionava… La donna alla guida sembra addormentata, il ragazzo dietro ha il collo spezzato con accanto un telefono: l’ultimo contatto è un certo CARECA… La signora che odiava i gerani odiava tutte le piante, ogni germoglio, ogni manifestazione di verde. Ma perché? Ci deve essere un’origine, una causa scatenante, e bisogna scavare… Un giovane ormai gravemente malato si trova a combattere con il pregiudizio e l’odio del padre, in primis verso lui, il figlio “cefalgico cronico”, e poi verso gli immigrati, capro espiatorio designato e bersaglio di fake news e mala informazione… Diana lavora nel mondo dell’arte e recensisce mostre, il giorno prima ha chiesto di essere accompagnata a San Mauro a vedere la mostra di un cubano. E così è stato, anche se la mostra era finita prima ancora di entrare… L’appuntamento segnalato sul promemoria era alle dieci e trenta antimeridiane. Sarebbe andato al centro per l’impiego? Se lo chiedeva mentre constatava il tremore indotto dal Daparox… Srinagar, fine di novembre. Negli ultimi cinque mesi la lotta tra manifestanti per l’indipendenza ed esercito indiano è stata dura e sbilanciata. A scendere in piazza sono stati soprattutto ragazzi tra i dieci e i venticinque anni che chiedono a gran voce la libertà del loro popolo… Quella mattina avevano radunato i fuchi, avrebbero sentito tutti un forte ronzio: era il segnale che una delle principesse era uscita dalla cella e stava uccidendo le sue sorelle… Ovunque non si parla d’altro: una diciassettenne si era recata a una festa e non è tornata a casa. Ed ecco fare capolino l’ombra del Red Salmon, enigmatico nome scoperto nella cronologia della ragazza… In sezione Gigliola preparava panini con la mortadella e gli altri giocavano a Risiko. Si tenevano pronti, con armi leggere come pugni, braccia, gambe, cinture, manici di scopa. Dalla loro parte c’era il vigore, contro di loro c’era il numero… Fuori dalle vetrate una trentina di persone, fra i quali spiccavano preti in tunica lunga e ragazzini con magliette e camicie di lino fatte a mano. Fissavano la facciata imponente della Vitanova™ con odio… Al posto del costume ora indossa una divisa, lo scarpone militare, la testa rasata e il gagliardetto, ma l’ingrediente fondamentale resta l’odio… La bambina aveva appena ricevuto la pagella. Voti altissimi, speranze per il futuro altrettanto alte, eppure destinate ad affievolirsi…

Chiunque veda un libro intitolato Odi sarebbe forse portato a immaginarsi una silloge poetica. Qui invece di poetico c’è ben poco, e il sottotitolo Quindici declinazioni di un sentimento ci viene in aiuto e ci fa comprendere quanto invece il titolo rimandi al plurale della parola “odio”. Forse il periodo storico che stiamo vivendo rende particolarmente vivo il dibattito su questo sentimento, così dilagante e in grado di divampare in maniera incontrollata e pericolosa. Le storie raccontate sono quasi sempre la narrazione di odi individuali, ma anche di odi più profondi e radicali, si va da storie di ordinaria violenza a personaggi che dell’odio fanno una vera ragione di vita. L’età degli autori selezionati è mediamente bassa e si tratta per quasi tutti del vero esordio, e tranne rarissime eccezioni è tutto made in Toscana, anche perché la casa editrice scelta è la giovane e dinamica Effequ di Orbetello. La cosa che appare allo stesso tempo come punto di forza è anche una sorta di punto debole, ovvero la varietà di stili e di voci presenti. La missione dichiarata dal curatore Gabriele Merlini (oltre che dall’autore della postfazione Vanni Santoni, scrittore ed editor che qui assolve in un certo senso al ruolo da “nume tutelare della scena toscana”) è di mettere in luce il fenomeno delle riviste indipendenti, citate di continuo da case editrici ed editor come l’unico vero passe-partout per un esordio quasi garantito o comunque molto più agevole, anche se spesso per i giovani autori gli spazi sono talmente ridotti che risulta difficile emergere anche attraverso queste.



 

 

 

 
 
 
 

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