Per oggi non mi tolgo la vita

Per oggi non mi tolgo la vita
“Vorrebbe dire che dio non è tutta questa bontà che ci viene detta, a me non piace il concetto stesso di vita con tutti i suoi derivati amore odio sesso figli lavoro e cose del genere e questo me la appioppa ugualmente tra capo e collo...”. Con questa visione del mondo non dobbiamo sorprenderci se il protagonista, un trentenne sardo, di professione editor, laureato in filosofia, sia concentrato sul suicidio. Il giovane fa la spola tra la nativa Sassari e Nuoro, città in cui vive e nella quale può- dopo aver declinato gli inviti degli amici ad uscire- mettere a punto più o meno ingegnosi tentativi di suicidio. Le cose sembrano cambiare (in meglio) quando il nostro comincia a rivolgersi a una psichiatra. La dottoressa gli prescrive senza pensarci troppo l'Exefor, un potente antidepressivo...
Il breve romanzo d'esordio di Alfonso Brentani, trentenne sardo appassionato come il suo protagonista di letteratura, black metal e alberi, ci sconcerta piacevolmente grazie ad una storia (con un epilogo iniziale) anticonformista, dura e tremendamente ironica. Un lungo flusso di coscienza, partorito come afferma l'autore in una “premessa a discolpa”, dopo aver letto Il male oscuro di Giuseppe Berto. E come ne Il male oscuro, Brentani adotta un registro volutamente comico per trattare un tema pesante, di cui non si parla perché è ancora più che mai un tabù: l'obiezione di coscienza alla vita. Il protagonista, un giovane normale senza nessun trauma infantile o nessuna dipendenza da droghe, è non solo attratto ma anche convinto della scelta del suicidio, scelta inspiegabile agli occhi di tutti. Dalle pagine di Brentani scaturisce l'idea - sovversiva in una società dove devi essere sempre giovane, bello e di successo - della morte come un diritto, e del diritto sacrosanto “al patetismo alla rinuncia alla debolezza al crollo”, concetti rifiutati universalmente. Tema trasversale ma che percorre tutto il romanzo è quello degli psicofarmaci, della loro presunta miracolosità e degli effetti, molto spesso taciuti, che possono arrivare ad avere. Che dire, una bella e inaspettata sorpresa questa piccola storia. Un romanzo che solleva temi scomodi senza essere pedante, ti fa riflettere su cose che magari preferiresti dimenticare, e che allo stesso tempo ti fa venir voglia di rileggerlo e di assaporarlo più volte. Consigliato.

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