Ogni ricordo un fiore

Paride Bruno è il modello dell’uomo irrealizzato. Convinto che ogni persona incapace di fare anche le cose più semplici della vita nasconda una mente geniale, ma abbia solo bisogno di scoprire il campo in cui può eccellere, Paride ritiene di poter esprimere la sua creatività solo nella scrittura. Così finisce per collezionare una lunga serie di incipit di romanzi che non riesce a sviluppare. Da poche righe a un massimo di due o tre pagine in cui le sue fantasie si materializzano sulla carta nella forma di aspirazioni mancate, abbozzi di storie che non troveranno mai un’elaborazione narrativa. Quando si reca da Palermo a Roma per il funerale del padre di un amico, si ripromette di rileggere tutti i suoi preziosi incipit comodamente seduto in treno, per dare un ordine alla sua stravagante collezione e cercare la giusta ispirazione per sviluppare finalmente una storia, ma il suo viaggio non è destinato a svolgersi serenamente. Preso posto si trova a dover sopportare la fastidiosa compagnia di una coppia di siciliani invadenti e provinciali, con cui rischia il litigio perché fa chiaramente intendere di non voler essere disturbato, sollecitando la reazione del marito che getta a terra e calpesta il cappotto di Paride. Quando l’atmosfera si distende e i due coniugi riprendono le loro futili discussioni sui personaggi televisivi o sulle condizioni del treno, il protagonista inizia finalmente un viaggio parallelo nel mondo dei suoi incipit mancati…

Con Ogni ricordo un fiore Luigi Lo Cascio fa il suo esordio come romanziere. Attratto da sempre dalla letteratura – da giovanissimo scriveva versi - l’attore, che si è fatto conoscere al pubblico con I cento passi e La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, al Mediamuseum di Pescara lo scorso dicembre ha rivelato di essere addirittura interessato ad una trasposizione cinematografica della sua storia, un progetto ambizioso che sarà possibile solo se si farà avanti un regista interessato. Parlando dei suoi incipit ha ammesso “Ho sempre scritto per il teatro sviluppando grandi temi, con questo romanzo ho voluto concentrarmi sulla vita quotidiana facendo riferimento anche alla cultura siciliana. Quando i miei incipit sono diventati abbastanza numerosi ho voluto inserirli in una storia, decidendo per la prima volta di avventurarmi in un progetto editoriale. In quel momento ho concepito il personaggio protagonista con cui condivido l’incompiutezza di questi incipit, ma a differenza di lui per me scriverli è stato motivo di grande gioia”. Paride Bruno compie due percorsi: uno reale sulle rotaie che non lo porta solo a incontrare i suoi inopportuni compagni di viaggio, ma anche a vivere situazioni piacevoli, e l’altro molto meno ordinato e razionale nella sua mente. Emblematico il personaggio di un ragazzino di undici anni che il protagonista conosce quando si sposta nel corridoio del vagone ferroviario, spudoratamente dileggiato dalla madre che non apprezza il suo eccessivo attaccamento allo studio e vorrebbe vederlo più simile al padre, un vero “marcantonio”. Il giovanotto rappresenta con il suo carattere riflessivo la cultura, disprezzata dal popolo ma essenziale per il protagonista, che discute con lui di religione e ascolta le sue richieste. Quella di Paride Bruno per la letteratura è una devozione sincera, ma purtroppo inconcludente: del resto è lo stesso aspirante scrittore ad ammettere di ritenere la propria predisposizione all’incompiutezza una sorta di patologia, che lo limita tragicamente in ogni progetto. “Bruno è affetto da ICM – spiega l’autore in un video su YouTube – ovvero incompiutezza cronica multifattoriale. Qualunque attività inizi viene in breve tempo distratto da altri interessi, ritrovandosi disperso e sofferente a causa della sua malattia. Considerando che vorrebbe fare lo scrittore, il suo limite diviene per lui catastrofico”. Tra un tragitto ferroviario e l’altro si susseguono gli incipit in cui compaiono aspetti negativi della natura umana, con condizioni di vita caratterizzate dall’insofferenza e dal dispiacere. Apparentemente disgiunti gli uni dagli altri, questi inizi di narrazione letteraria rispecchiano l’angoscia che logora l’animo di Paride malgrado la sua apparente indole docile. La sintassi è complessa e a volte non facile da seguire, specialmente negli incipit sempre sviluppati in un unico periodo che spesso si dilunga per più di una pagina, ma il linguaggio resta prettamente narrativo e tende alla lingua parlata.



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