Ogni tuo respiro

Ogni tuo respiro
Dopo il liceo Bianca ha fatto una scelta importante, di quelle dalle quali non si può tornare indietro. Ha avuto la sua grande occasione, andare a ballare nel prestigioso Royal Ballet di Londra, ma Seba – Sebastiano Noni, il re della grappa dalle parti di Bassano, a capo di una nota distilleria –, il suo Sebastiano, le ha fatto una proposta che per lei valeva molto di più. E così Bianca ha rinunciato al sogno di una vita per andare a vivere nella tenuta di lui. Nonostante il suo carattere sbrigativo e sfuggente, persino nel sesso, nonostante sia spesso troppo preso dal lavoro, lei non si è mai pentita della scelta fatta e adesso a trentasei anni si sente felice. In fondo la danza non l’ha abbandonata e insegnarla alle sue piccole allieve le dà tanta soddisfazione. Bianca ha fiducia in Seba, perché il loro rapporto è improntato alla sincerità più assoluta e si dicono sempre tutto. O meglio, questo è quello che lei ha creduto fino a quella sera in cui per caso lo ha visto a cena con una sua collaboratrice. A lei aveva raccontato di essere impegnato con una noiosa riunione di lavoro ma quando Bianca, che non credeva ai suoi occhi, aveva seguito i due dopo cena fino a una radura isolata li aveva sorpresi in atteggiamenti assolutamente inequivocabili. In preda alla disperazione e all’unico desiderio di allontanarsi al più presto possibile “dalla merda”, come viene subito ribattezzato il fedifrago, la ragazza con soltanto un cambio di biancheria acquistato in aeroporto prende un volo per Ibiza. Prima di morire Sara, la sua mamma, le aveva raccontato di essere stata felice lì, in compagnia di Amalia, una vecchia amica che ci abita ancora. Istintivamente Bianca cerca ora rifugio da lei e in quell’isola così bella e magica. La ragazza scopre così in quel posto meraviglioso una nuova se stessa, un’anima selvaggia e libera che attraverso la danza – non la classica stavolta ma quella senza freni in discoteca su un cubo – si dimentica e si ritrova. Quando balla, sensuale e ammiccante sotto occhi bramosi, Bianca muore un po’ e nasce la Reina Blanca, il personaggio che interpreta in scena. Ma Ibiza ha tanto ancora in serbo per lei, una nuova vita, forse un grande amore. Di certo ha un segreto importante da svelare…

Abbandonato, pare, il sesso bollente condito di peperoncino nella Trilogia dei Sensi e di mondanità nel Dittico, Irene Cao torna dopo due anni con una vicenda romantica nel senso più classico possibile, confezionando una storia piacevole e leggera. Il tocco magico questa volta non arriva dalla cucina, dal cibo o dall’arte (come accadeva soprattutto nei tre primi romanzi che hanno fatto conoscere l’autrice in tutto il mondo) ma dalla danza. Per una ballerina di classica che sogna di diventare un etoile la danza è vita, è passione, è tutto. Per Bianca continua ad esserlo anche dopo una grande rinuncia mentre la insegna alle sue piccole allieve. Ma ci sono svolte imprevedibili e importanti nella vita e quando per lei tutto sembra essere crollato la rinascita coincide con la scoperta di un nuovo modo di danzare, più sensuale e selvaggio, capace di liberarla dal passato, dalle delusioni, dalla paura di amare ancora. In breve: capace di insegnarle a lasciarsi andare. Bianca scoprirà di avere risorse che non immaginava, nella danza come nella vita, e riuscirà ad avere fiducia in se stessa e a dare un senso diverso ad ogni cosa. Irene Cao è sempre brava nelle descrizioni dei luoghi soprattutto attraverso le sensazioni, regalando così un valore aggiunto alla narrazione, sicché alla lettrice pare di vedere posti meravigliosi attraverso gli occhi della protagonista. Stavolta scoprendo un lato più magico e meno conosciuto di un’isola come Ibiza, più nota per il suo aspetto mondano. Il linguaggio piuttosto giovanile farà apprezzare il romanzo ad una certa fascia d’età e lo stile lineare permetterà una lettura rapida. Spiagge, tramonti da cartolina, amore romantico e passionale, danza sensuale e suggestioni hippy e new age: ecco gli ingredienti perfetti per il romanzo fresco dell’estate per tutte le sentimentali in vacanza in riva al mare e sotto l’ombrellone. Un piccolo appunto che riguarda l’editing: citare col nome sbagliato Gennarino Carunchio, il protagonista del notissimo film Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974 scritto e diretto da Lina Wertmüller, è quasi un peccato mortale.

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