Olimpiade regina di Macedonia

Figlia del re Neottolemo, che era discendente della dinastia degli Eacidi, e sorella di Alessandro il Molosso, che subentrerà al padre nella conduzione del regno dell’Epiro e che poi troverà la morte in una campagna di guerra condotta in Italia, la principessa epirota viene alla luce con il nome di Myrtale e trascorre la sua adolescenza in una fase storica in cui nella sua patria si sta avviando un processo di unificazione della comunità tribale e della conseguente apertura verso l’Occidente dominato dalla presenza romana. Poi, dopo essere convolata a nozze all’età di sedici anni con il re macedone Filippo II, si ritaglia a poco a poco un ruolo sempre più attivo nel nuovo contesto ambientale in cui il consorte getta le basi per la costruzione di un’Europa politica sebbene limitata alla sola regione balcanica. Il nome di Olimpiade le viene assegnato alla nascita del figlio Alessandro dal marito, non solo con l’intento di celebrare la concomitante vittoria nella competizione agonistica, ma anche di attribuirle un nome funzionale al suo progetto di integrare il regno macedone all’interno del quadro culturale dell’ellenismo. Un compito che, dopo la sua scomparsa, viene raccolto e ulteriormente perseguito da Alessandro anche grazie al contributo materno. Dotata di un temperamento sfrenato che si era venuto ancor più rafforzando con la pratica dei culti orfici e dionisiaci, la donna rivela nel tempo una tale predisposizione spregiudicata all’ingerenza nelle questioni politiche e militari da risultare per il figlio una leva determinante nella conquista e nell’esercizio del potere, ma anche una risorsa talvolta imbarazzante da utilizzare e un ingombro difficile da aggirare…

Lorenzo Braccesi – storico e grecista italiano che ha insegnato presso gli atenei di Torino, Venezia e Padova – è noto alla platea dei lettori soprattutto per aver pubblicato negli ultimi anni illuminanti monografie dedicate a Giulia e a Livia, rispettivamente figlia e moglie di Augusto, ad Agrippina, madre di Nerone, e a Zenobia, l’ultima regina d’Oriente. Ora torna in libreria con una nuova biografia dedicata a un ulteriore personaggio femminile di quell’antichità storica a cui ha consacrato da sempre i suoi studi. In tale testo egli rivolge la propria attenzione a Olimpiade d’Epiro (375 – 316 a.C.), che fu figlia, sorella e moglie di sovrani, ma soprattutto madre di Alessandro Magno, stimato e celebrato ancora oggi come il condottiero più valoroso di tutti i tempi. Denso di informazioni, aneddoti e dettagli ricavati da un approfondito sforzo di ricerche condotte sulle antiche testimonianze storiche, il volume ha il pregio indiscutibile di fare giustizia di una vulgata storiografica troppo spesso incurante del ruolo politico svolto da Olimpiade e dell’influenza esercitata su quello del figlio. Articolato in una sequenza di capitoli brevi ma incisivi e corredato da un nutritissimo apparato bibliografico, il libro ci restituisce con un approccio chiaro e rigoroso il profilo di un’autentica protagonista storica, che si rivela pagina dopo pagina non meno appassionante di quello del leggendario Alessandro.



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