Omicidio sul ghiacciaio

Omicidio sul ghiacciaio

In una gelida notte di dicembre un addetto alle piste della Val Senales ritrova su un ghiacciaio un eremita locale che tutti conoscono almeno di vista, tale Sattler, morto e con una freccia conficcata nel corpo. L’addetto probabilmente avvicinandosi ha disturbato l’assassino intento a spostare il cadavere e per questo motivo viene tramortito sul posto in una piena bufera di neve. Vengono chiamati sulla scena del crimine il commissario Grauner, che quella mattina si è svegliato con poca voglia di fare il poliziotto locale ma di occuparsi solo della sua fattoria nella vallata e del suo bestiame e l’ispettore Saltapepe, napoletano doc trasferito in Sud Tirolo con suo sommo dispiacere e con nessuna voglia di abituarsi né al clima del luogo, né agli abitanti, né alla lingua. A prima vista il caso sembra essere difficilissimo e ammantato del mistero più assoluto. Inoltre, la modalità dell’uccisione dello sfortunato Sattler ricorda molto da vicino quella di Ȍtzi, l’uomo del Similaum, la mummia ritrovata nel 1991 sulle Alpi Venoste e conservata nel Museo Archeologico di Bolzano e anche essa uccisa da una freccia. Che si sa di Sattler? L’uomo era un giramondo incallito che lasciava spesso sola la bellissima moglie per andare a cercare fortuna altrove. Un giorno, però, la moglie stufa di queste ripetute assenze, lo ha lasciato ed è andata a vivere in città. Sattler da allora ha lasciato anche lui la valle e si è rintanato nel bosco a vivere una esistenza da eremita, in perfetta solitudine. Tutto questo basta a giustificare la sua morte? E perché qualcuno ha voluto ucciderlo proprio con una freccia nel collo? Nell’omertà più assoluta degli abitanti dei masi della vallata, la curiosità dei turisti e le personalità del tutto in antitesi dei due investigatori quale sarà il mistero che unisce il povero Sattler al più famoso Ȍtzi del Similaum?

“Da noi a Napoli i cadaveri almeno non vanno a finire su montagne alte tremila metri…e non portano manco giacche da sci consunte ma abiti su misura”. Se non fosse che Lenz Koppelstätter scrive bene ed è riuscito a creare una storia originale con personaggi simpatici la contrapposizione tra altoatesino e napoletano, profondo nord e profondo sud, neve e ghiacciai e inverno meridionale come nonstagione sarebbe risultata alquanto stucchevole e banale. Invece Omicidio sul ghiacciaio è un noir che si legge con piacere e con interesse, in cui i personaggi principali sono talmente sopra le righe che si finisce con il parteggiare con loro quasi immediatamente e le descrizioni dei luoghi e delle vallate ‒ così chiuse e impenetrabili nella loro primogenia da non poter essere identificate con uno Stato preciso ‒ fanno da location ideale a una storia che ne contiene in sé molte altre. L’indagine del commissario Grauner è meravigliosa e intricata al punto giusto e i suoi spostamenti servono all’autore per presentare un Alto Adige e una città presepe come Bolzano sotto una luce del tutto differente. Omicidio sul ghiacciaio è il thriller delle dicotomie: il nord e il sud, l’isolamento dei montanari e il glamour dei cittadini, la riservatezza incondizionata degli abitanti del luogo e la loquacità e l’indiscrezione dei turisti. E sopra tutto un mistero da risolvere. Cosa si vuole di più da un giallo?



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