Orfeo emerso

Orfeo Emerso
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“Le case non significano nulla per me. Se ne avessi una, il vento ci soffierebbe dentro tutto l’anno riempiendola di polvere e io morirei assiderato”. Paul, spirito vagabondo, è insofferente verso regole e schemi sociali, vive la vita seguendo le proprie pulsioni e lo fa incurante di turbare chi gli sta attorno. Frequenta le lezioni universitarie senza essere iscritto e attira il disprezzo e l’antipatia del professore intervenendo in modo provocatorio durante una lezione su Nietzsche. Passa la notte a leggere il De rerum natura di Lucrezio e il giorno dopo, incapace di svegliarsi per andare a lavorare, viene licenziato. Bighellonare, scroccare cibo e soldi ai colleghi del campus per lui è la cosa più naturale del mondo. Quando l’amico Anthony è in crisi, perché in preda all’ennesima sbronza ha picchiato la moglie Marie, Paul sminuisce la faccenda, in fondo gli basterà chiederle scusa e tutto andrà a posto, è proprio di un animo nevrotico e sensibile perdere il controllo nei momenti di debolezza, basta pentirsi per ottenere il perdono. L’apice delle sue provocazioni arriva durante un party a casa dell’amico Michael, a cui chiede con toni melodrammatici dei soldi in prestito. Mentre vino e musica arricchiscono l’atmosfera della serata, Paul si presenta non invitato e con il preciso scopo di mettere fine alla festa. Si avvicina a Michael e gli porge una lettera che scatena la collera dell’uomo, volano minacce e insulti e i due vengono divisi prima che la rissa degeneri e la situazione diventi irrecuperabile…

Scritto tra il 1944 e il 1945, l’Orfeo emerso è ritenuto il primo romanzo di Jack Kerouac: lo stile non è ancora quello definitivo delle grandi opere successive. Elaborato nel periodo in cui l’autore frequentava la Columbia University – epoca in cui conobbe Allen Ginsberg e William Burroughs e coloro con cui diede vita al movimento della Beat Generation ‒ rappresenta, con le dovute licenze letterarie, una sorta di storia autobiografica del periodo degli studi, degli incontri amorosi, delle amicizie e della formazione culturale di Kerouac. L’opera rimase celata fino a dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1969, la prima pubblicazione risale però al 2002. Nelle vicende di Paul e dei suoi amici si trovano in forma germinale le tematiche che saranno via via affrontate nei romanzi successivi: il desiderio di infrangere le convenzioni, la libertà autodistruttiva legata agli eccessi, l’alcolismo, il sesso, le droghe, la smania di dimostrare di avere compreso il senso dell’esistenza, di essere al di sopra dell’ottusa massa che non sa riconoscere e abbattere i propri limiti. Incontri e scontri, dissidi sentimentali, rivalità, frustrazione, mal di vivere, il testo non presenta una trama lineare ma una serie di momenti della vita dei protagonisti, scambi di idee su arte, musica, poesia. Antagonista di Paul è Michael, che aspira ad essere un poeta al di là del bene e del male, un Orfeo, un uomo-artista libero dalle catene: “Io ricordo tutto, ora, le cose che ho scritto e che non significavano niente, e quelle che invece significavano troppo. Ma, vedi, si ispiravano a valori umani, ed è questa la vita. Ispirata a valori umani. E io respingo questi valori. Mi ripugnano, sono privi di bellezza. Io mi ribello! Io dico di no! Per me è finita! Dio mi ha sconfitto…”.



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