Orfeo perduto

Orfeo perduto
Boston. Due giovani studiosi, Leela e Mishka, due passioni, la matematica e la musica, una storia d’amore profonda, sensuale e intensissima. Il loro primo incontro è casuale, avviene nel tunnel della metro, dove Mishka è solito suonare il suo violino e Leela compiere il suo tragitto di ritorno a casa; un rapido scambio di sguardi e parole e Mishka si ritrova a casa di Leela, entrambi travolti da un irrefrenabile sentimento che li condurrà di lì a poco a non poter far a meno l’uno dell’altra. Leela è una donna passionale e selvaggia, fuggita da un nucleo familiare bigotto e da un paesino in cui le sue bramosie d’indipendenza e la sua libertina e lasciva condotta avevano lasciato un nitido ricordo, soprattutto nei suoi coetanei di sesso maschile. Del passato di Mishka invece si sa poco: nato in Australia, figlio di un musicista libanese che abbandonò sua madre prima della sua venuta al mondo. Nell’appartamento di Leela i due iniziano a vivere insieme, condividendo l’amore, la musica e reciproci turbamenti. Ma nella coppia rimane qualcosa di non detto, di non spiegato: il lato oscuro di Mishka, i suoi incubi, i suoi silenzi, le sue fughe. Nel frattempo a Boston attentati terroristici di nuclei fondamentalisti islamici seminano terrore e morte: a ogni scena di massacro corrisponde una sparizione di Mishka, prima ore, poi notti intere, poi giornate e giornate. Dove andrà Mishka? Cos’è che lo inquieta talmente tanto da costringerlo a mentire alla donna amata? La situazione, da poco chiara, diventa pericolosa: Leela viene sequestrata e sottoposta a un fitto interrogatorio, la sparizione di Mishka è sempre più lunga. A infittire il mistero contribuisce l’identità inaspettata del crudele agente segreto occupatosi dell’interrogatorio di Leela, nientemeno che Cobb Slaughter, primo grande amore della ragazza…
Attualità, musica e sentimenti sono al centro del romanzo di Janette Turner Hospital, australiana errante, originaria del Queensland ma da quest’ultimo perennemente in fuga, vuoi per indole personale, vuoi per la necessità di abbandonare una famiglia ossessionata dalla religione - e qui le analogie con Leela si sprecano. Orfeo perduto rovescia lo storico mito del cantore Orfeo, disposto a recuperare la compagna Euridice nelle profondità degli inferi; questa volta è la donna amata a compiere un pericoloso viaggio alla ricerca del suo musicista e l’Ade mitologico è sostituito dalle crudamente reali prigioni irachene. Non solo guerra e terrorismo cuciono la trama di questo avvincente romanzo ma anche storie d’amore parossistiche e dolorose: al centro c’è Leela, intorno a lei gli uomini che ha amato più di tutti e che l’hanno ricambiata in maniera strana, personale, a volte crudele, ma ugualmente intensa. Sono come quei grandi amori caratterizzati da un’ambigua e frustrante sensazione per cui i sentimenti più forti non bastano a rendere felici gli amanti in questione: un duro gioco in cui qualcosa si ottiene e qualcosa si perde. Chi e cosa perderà Leela, chi vincerà, chi sopravviverà è tutto da scoprire.

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