Ovunque tu sarai

 Ovunque tu sarai
Anita lavora nel mondo dell’editoria: aveva il sogno di scoprire nuovi talenti letterari, ma ben presto ha dovuto scontrarsi con una realtà professionale che non era quella che immaginava. Vive a Torino da molto tempo, ha una relazione con Tancredi - un ragazzo conosciuto poco dopo il suo arrivo in città. Hanno in programma di sposarsi ed avere dei figli in un futuro non ben definito. Ma quel futuro non sembra pensarla così. Anita è costretta a tornare nel suo paese d’origine, una cittadina incastonata nelle Dolomiti: sua madre, con la quale intrattiene un fitto rapporto epistolare fatto anche di bugie, sta per morire e lei non è pronta. Tancredi non riesce a starle vicino, si sente ancora più sola isolata nel suo dolore. Ma l’incontro con Arun, un ragazzo che le si siede di fronte durante il viaggio in treno e che da subito riesce a trasmetterle un’immediata e inspiegabile sensazione di familiarità, fa nascere in lei un sentimento nuovo a cui Anita non sa dare un nome…
Un esordio carico di interessanti spunti di riflessione quello proposto da Fioly Bocca, che partendo dalle basi - dal significato letterale dei nomi dei protagonisti, per esempio - finisce per condurci a ragionare sul senso della vita e il ruolo del destino. L’autrice, che sembra avere una linea diretta con il fato, strizza l’occhio a tutte quelle sensazioni, a quei fatti apparentemente inspiegabili, alle combinazioni e ci indica come in realtà rappresentino la grammatica di un linguaggio che crediamo soltanto di non comprendere. Questo vale certamente per Anita, che attraverso un percorso impegnativo, un viaggio doloroso attraverso le sue paure, incertezze ed ansie raggiunge quello stato che credeva di aver solo sognato ed arriva a capire fino in fondo come “la vita tradisce ma sempre rigenera se stessa”. Catartico.

Leggi l'intervista a Fioly Bocca

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