Père-Lachaise - Racconti dalle tombe di Parigi

Père-Lachaise - Racconti dalle tombe di Parigi


Nella vita di ognuno ci sono cose che vanno fatte, sogni che bisogna realizzare, luoghi da visitare prima di lasciarsi tutto alle spalle: il cimitero parigino di Père-Lachaise per moltissimi è uno di quei posti. È il luogo in cui riposano i resti mortali di moltissimi grandi artisti, è un luogo denso di suggestioni, in cui tutto rimanda ad un possibile altrove. Se, ancora una volta, Édith Piaf potesse cantare e Isadora Duncan ballare? Se Honoré de Balzac diventasse uno zombie in compagnia di giovanissime ragazze con fiori intrecciati tra i capelli? Se il padre di Victor Hugo discutesse con noi di politica e la contessa di Castiglione di intrighi di sesso e potere? Se il pittore Jacques-Louis David volesse dipingere una storia di fantasmi e Gioachino Rossini tornare a Parigi grazie a un gatto? Se Victor Noir rimpiangesse l’amore perduto e Colette de Jouvenel volesse rivedere sua madre? Se le passioni di Abelardo ed Eloisa, di Yves Montand e Simone Signoret non si fossero mai sopite e ardessero, incessanti, nonostante il tempo passato? Se a Jim Morrison e a Sadegh Hedayat andasse stretta la tomba? Se la terra stessa del Père-Lachaise si raccontasse con la voce delle foglie, delle radici, dell’aria?
Laura Liberale, poetessa e scrittrice, raccoglie ventitré racconti intensi, suggestivi, che hanno come filo rosso il cimitero parigino di Père-Lachaise e i suoi “ospiti”. La moda del turismo cimiteriale è tra i lasciti più affascinanti della seconda metà del Novecento e si basa sull’assunto inconfutabile che gli spazi cimiteriali sono sede di una sovrapposizione di percezioni artistiche, spirituali e materiche: luoghi la cui la densità, in contrasto con l’aria rarefatta che vi si respira, satura le potenzialità percettive del corpo di chi visita quei luoghi, colma il desiderio di vita trasportandolo in una dimensione circolare in cui lo spazio e il tempo convergono. L’antologia è poesia pura, trasporta il lettore in una dimensione a sé stante, lo trascina nelle vite dei “grandi” maestri di un tempo lontanissimo ma allo stesso tempo vicino a chi legge, strettamente connesso al presente con un nodo che non può rompersi.

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