Palestine from my eyes – Una blogger a Gaza

Palestine from my eyes
Shahd vive a Gaza. È giovanissima, ma i suoi occhi hanno visto e continuano a vedere immagini di massacro e sofferenza. L'assedio israeliano dura da anni. Anni di sangue innocente sparso per le vie di un Paese ormai distrutto materialmente e moralmente dall'odio tra due popoli. Una vita quotidiana continuamente scossa dal rumore delle bombe, dagli elenchi infiniti di vittime innocenti, dagli occhi pieni di lacrime dei bambini. Sono gli stessi bambini che Shahd ritrae nei suoi disegni, gli stessi bambini che si ritrovano spettatori del massacro. Occhi pieni di lacrime, occhi di chi è troppo giovane per aver assistito al triste spettacolo della morte. Shahd vive sua quotidianità di rifugiata arrabbiandosi e inveendo contro la crudeltà umana, ma forte dell'amore verso la sua terra e verso il suo popolo. La sua forza di resistenza è l'arte, i suoi disegni, la sua denuncia è un diario quotidiano di episodi reali, un diario che, senza reticenza, diventa testimonianza tangibile dell'assurdità della natura umana. Un diario che diventa sfogo, urlo ribelle, fede nella rinascita di un popolo...
Palestine from my eyes è il blog di Shahd Abusalama, giovane palestinese, da cui è tratto questo libro omonimo. Una raccolta degli estratti più significativi di un diario moderno di denuncia, una raccolta dei disegni che rappresentano la sofferenza e l'orrore costantemente davanti agli occhi di Shahd e davanti agli occhi dei protagonisti dei suoi disegni. L'arte, la cultura e la parola che diventano strumento di denuncia e ribellione, mezzi attraverso i quali diffondere la volontà di risurrezione di un popolo ingiustamente assediato e ferito nel proprio senso di appartenenza. Non c'è nessun filtro, nessuna omissione: Shahd arriva anche a fare degli elenchi apparentemente freddi delle vittime degli assedi, descrivendo con oggettività e senso di cronaca episodi di morte e distruzione. Un dovere/diritto giornalistico, che si intinge della passione di chi si trova inevitabilmente coinvolto nella distruzione della propria terra e nella sofferenza del proprio popolo. Palestine from my eyes diventa quindi esattamente l'occhio, tanto giornalistico quanto passionale, dell'assedio israeliano a Gaza, un punto di vista di chi si trova dentro l'assedio, di chi, comunque, attraverso l'arte, la parola e la cultura, spera e crede in un cambiamento. Se la libertà sembra ancora lontana, le parole e l'arte diventano un primo passo verso la sua conquista. L'assedio toglie tutto, toglie gli affetti, distrugge le case. Ma ciò che resta viva è la voce di chi resiste, di chi crede nel proprio popolo e nella propria terra. Di chi crede nella libertà.

Leggi l'intervista a Shahd Abusalama

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