Palloni bucati

Palloni bucati
L'immagine del portiere spagnolo Iker Casillas che prega l'arbitro durante la finale di Euro 2012 di porre fine al cappotto che la Spagna ha appena compiuto ai danni dell'Italia può, meglio di qualunque altra fotografia, immortalare la situazione calcistica del movimento pallonaro italiano contemporaneo. Dopo la grande illusione di una finale raggiunta contro tutti i pronostici e sopratutto ancora una volta schivando polemiche e secchiate di fango grazie all'ennesimo scandalo scommesse deflagrato puntuale alla vigilia di una competizione continentale - come già a Spagna '82 e Berlino '06 - infatti, l'Italia di Cesare Prandelli davanti allo strapotere delle furie rosse di Spagna, nulla ha potuto se non inchinarsi dinnanzi ad un indiscutibile 4-0. Così, una volta ritornati a casa, ci si è rituffati nell'ex campionato più bello del mondo, facendo i conti con la triste realtà. Matassa del calcioscommesse ancora tutta da sbrogliare, campioni affermati e giovani promesse in fuga verso campionati poveri di storia ma ricchi, grazie agli sceicchi, di mega assegni a sei cifre da firmare, esodo in massa di spettatori da stadi quasi tutti oramai obsoleti e sempre più desolati e soprattutto conti societari tutti irrimediabilmente in rosso, tanto da aver quasi in contemporanea spinto i presidenti/padroni, gli stessi che fino a qualche anno fa spingevano capitali in proprio nelle casse delle loro società, ora a chiudere quasi ermeticamente i cordoni della borsa...
Stefano Righi, giornalista del “Corriere della Sera” disegna nel suo e-book - con una dovizia persino maniacale di dati, tutti comodamente consultabili a fine volume - l'impietosa mappa del movimento calcistico italiano dei giorni nostri. Dopo le sbornie passate (alcune pagate amaramente dai vari Tanzi, Cragnotti o da società storiche come Napoli e Fiorentina, costrette a ripartire da serie inferiori) fatte di soldi freschi e affaroni miliardari, di quotazioni spericolate e illusorie in Borsa, di campioni plurititolati che facevano a gara per aggiudicarsi una delle 'sette sorelle d'Italia', oggi il pallone sembra irrimediabilmente essersi sgonfiato e le sorelle finite orfane di se stesse. Il più bel campionato del mondo insomma ha ceduto lo scettro ad altri Paesi, alcuni davvero inimmaginabili per peso storico, come la Francia, divenendo qualcosa di più simile ad un terzo mondo calcistico che ad un'eccellenza ormai dimenticata. I conti che Righi sciorina con meticolosità da commercialista sono impietosi e poco spazio lasciano a rosee previsioni di pronta risalita e/o risanamento sia economico che morale. Se non si è capaci fin da subito di inverte drasticamente la rotta, davvero non sembra esserci spazio per brusche risalite ma solo una lenta e inesorabile agonia. Secondo l'autore insomma sembra purtroppo solo questione di tempo oramai prima di vedere il glorioso pallone tricolore afflosciarsi del tutto. 

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