Paperback Nirvana

Paperback Nirvana
Kurt Cobain quel nome lo aveva scelto come “paradosso”: Nirvana è infatti lo stato di allucinato benessere che il protagonista della canzone “Paper cuts” dice di aver raggiunto. Peccato che la realtà sia diversa: rinchiuso dai suoi genitori in una stanza dalle finestre oscurate con una passata di vernice nera, viene alimentato con pezzi di cibo lanciatigli dalla porta e per pulirsi ha solo una pila di vecchi giornali. Nirvana, quindi, è uno stato alterato, una sorta di irreale dimensione contrapposta per necessità a una realtà troppo dolorosa da vivere. La storia raccontata in “Paper cuts”, uno dei primi brani contenuti in “Bleach”, è quindi un fatto di cronaca, a cui spesso Kurt Cobain si ispirava per comporre i testi (altro esempio, più conosciuto, è il testo di “Polly”). Il libro risponde a molte delle domande che qualsiasi amante della band di Seattle almeno una volta ascoltando le loro canzoni si sarà posto: chi è la ragazza di “About a girl”? Di cosa parla in realtà “Lithium”? chi è Frances Farmer? Preciso, puntuale, “serio” Crisafulli lascia davvero poco spazio ai residui ancora inquinanti di quella morbosa attenzione che fin dalla loro prima apparizione video circondò i Nirvana come fenomeno musicale e Cobain come stereotipo della rockstar maledetta e suicida. Ogni canzone dei 5 più conosciuti album dei Nirvana (Bleach, Nevermind, Incesticide, In utero, Unplugged in New York) viene collocata in un contesto il più possibile veritiero e fondato, poca interpretazione e molta aderenza alla descrizione dei fatti (nonostante a volte sia impossibile non lasciarsi tentate dalla voglia di “dissezionare” ogni singola parola dei testi dei Nirvana). Una delle cose più apprezzabili del volume. Perché nonostante Cobain abbia spesso affermato che nessuno dei suoi testi avesse un significato particolarmente profondo o qualcosa di strettamente personale, quasi fossero parole messe insieme a caso per avere qualcosa da cantare, e lo stesso Crisafulli ci tenga a precisare che l’inclinazione della scrittura di Cobain fosse una “significativa mancanza di significati” ciò non ha impedito a questo libro di essere dov’è.

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