Parallele ed incidenti

Parallele ed incidenti

Sono le dodici del mattino alle Poste centrali di Poggio B., un piccolo paesino toscano. In tanti, con l’avviso della raccomandata in mano, aspettano composti e in silenzio il proprio turno. E tra loro Marco, appena rientrato da Firenze dove lavora come architetto, e che ben conosce i segreti di molti. Numerosi affollano il locale perché – oltre che non suonare due volte – Mattia, il postino del paese, è solito non fermarsi per più di due secondi dopo aver suonato il campanello. Tranne quando si tratta di consegnare la posta a casa Rampino: lo sa bene la signora Livia, settantaduenne, non per niente considerata la più informata sui fatti del paese. Mattia è felicemente sposato ma Livia, Gina e Adele, le vedove, non ci credono affatto e quella lunga sosta da Margherita, la moglie di Marco, è sospetta. Inevitabile lo scontro fisico tra i due all’ufficio postale e inutili le giustificazioni del postino: Margherita, amica di vecchia data, aveva la febbre e lui era salito per farle firmare il documento di consegna di una multa. Il direttore delle Poste coglie al volo l’occasione per sospendere per un breve periodo Mattia, le cui consegne troppo frettolose hanno provocato più che una protesta…

Gloria Rubino vive nella provincia di Pisa e ha scritto questo romanzo durante i suoi studi di architettura a Firenze. Il paese di Poggio B., seppur di fantasia, racchiude in sé tutti gli stereotipi del piccolo paese di provincia, in cui tutti sanno tutto di tutti e dove le vite dei protagonisti si incrociano “come tante rette incidenti”. Vite da cui è difficile emanciparsi e dalle quali è impossibile tenere fuori un passato che nonostante tutto ritorna, con il suo carico di problemi e questioni irrisolte, che proiettano ombre su un presente che si complica. Un romanzo sull’amore difficile di due quarantenni, sugli equivoci, sul destino che scombina i piani e le carte, su tradimenti veri o presunti, sulla paura di commettere errori e sul coraggio che viene meno di fronte alle scelte importanti dell’esistenza, in bilico tra ragione e sentimento. L’intervento dell’autrice che si rivolge direttamente al lettore spiegando alcuni termini del dialetto toscano o strizzando l’occhio all’editor, con il probabile intento di creare una complicità, rischia piuttosto di interrompere e disturbare il processo di lettura senza apportare un valore aggiunto.



 

 
 
 
 

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