Parigi lato ferrovia

Parigi può e merita di essere visitata più e più volte. Dopo avere ammirato i monumenti celebri: la Tour Eiffel, Montmartre, il Louvre, il Musée d’Orsay, è possibile esplorarla più a fondo per conoscerla meglio e viverla, stradina dopo stradina, nei suoi aspetti meno usuali, lontani dai quartieri monumentali. L’approccio giusto è passeggiare non da turista, ma come flâneur, termine coniato da Baudelaire nell’Ottocento, che implica un vagare lento, scientifico, analitico, come “uno che porta al guinzaglio delle tartarughe”. Concedersi il tempo di osservare con calma ogni dettaglio, insomma. Parigi non è omogenea e le differenze sono tante tra la città “intra muros” e quella che viene indicata come “Regione Parigina”. Parigi è divisa in “20 città nella città, ognuna con un suo carattere e una sua popolazione ben connotata”. Da questa suddivisione è possibile iniziare le passeggiate per scoprirla o riscoprirla, con assoluta casualità. La prima può cominciare da Parc Brassens nel 15° arrondissement. Un luogo di frontiera tra la periferia e il ricordo degli anni Sessanta, tempo di artisti, cultura, creatività. Oggi non occorre spostarsi, basta un video su youtube. Sotto le vecchie tettoie, appartenute al mattatoio comunale, nei fine settimana è possibile trovare il mercato del libro antico e recuperare qualche cimelio. Lungo rue Olivier-de-Serres la ferrovia ha ceduto al controllo delle piante e si è trasformata nel Parc de la Petite Céinture. Connessa in passato alle attività del mattatoio e della fabbrica Citroёn, questa ferrovia dismessa circonda Parigi. Lungo il percorso è possibile osservare la riconversione degli spazi industriali in spazi naturali. Essendo sopraelevata concede la libertà di sbirciare dentro le case – lato ferrovia, appunto – e gettare un’occhiata nell’intimità dei parigini e delle loro abitudini. Risalendo rue Daumesnil Parigi muta in Saint-Mandè, le piante qui sono rigogliose e dall’alto gli occhi scrutano il quartiere della Gare de Lyon. All’altezza della stazione un edificio al piano attico conserva come decorazione “12 telamoni giganteschi raffiguranti lo Schiavo Morente di Michelangelo” e al termine della promenade la vegetazione ha sempre più l’aspetto di una giungla. Da rue Leblanc si arriva al Parc André-Citroёn, dalla natura rigogliosa a lineari prati verdi, vetro e cemento. Il parco ha preso il posto delle officine automobilistiche nel 1975 e ancora prima ospitava i laboratori della manifattura di Claude-Louis Berthallet, inventore e produttore della candeggina. Al centro del parco una mongolfiera accoglie i curiosi – e i coraggiosi -, ancorata a un cavo d’acciaio può far salire le persone fino a 150 metri d’altezza, per osservare da quel punto privilegiato tutta Parigi…

Gli arrondissement parigini vengono scelti a caso, come i numeri della roulette e di ogni strada Alessandro Perissinotto ci racconta storia, arte, aneddoti e pettegolezzi, con uno stile divertente e amichevole, stimolando curiosità e sorrisi e, elemento ancora più importante, una smisurata voglia di andare a Parigi, libro in mano, per cercare tutti i luoghi menzionati e riviverli con questa preziosa guida. Dagli square - i giardini – di Aristide Bouchart che ha sviluppato l’idea dei grandi magazzini, della vendita per corrispondenza e dei cataloghi, mettendo su un impero, agli arrondissement 10° e 11° teatro di attentati “alla tolleranza e alla convivenza” culminati con la strage del Bataclan. Si cammina nei quartieri le cui atmosfere hanno reso cari i romanzi di Simenon attraverso le indagini del suo Maigret, fino al Palace Royal e alla storia delle gallerie commerciali coperte. Riferimenti letterari, artistici, musicali, le Banlieue, i monumentali cimiteri e i localini caratteristici. Tutto merita attenzione, ma “Parigi è come un buon minestrone, genuino e ricco, o come una zuppa di farro ben cucinata, non è roba per palati acerbi”. Perissinotto esordisce nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta. Con il romanzo Una piccola storia ignobile vince il Premio Camaiore per la letteratura gialla nel 2006. Autore versatile e originale, la sua produzione letteraria spazia dal giallo al romanzo d’avventura, dal genere storico a manuali dal titolo Come creare corsi on line nel 2019. Nel 2013 arriva secondo al Premio Strega grazie al romanzo Le colpe dei padri. Pubblica anche sotto lo pseudonimo Arno Saar una serie di romanzi di genere poliziesco che hanno come luogo d’ambientazione l’Estonia. Scrittore e traduttore dal francese, insegna tecnica di scrittura all’Università di Torino, città dove è nato.

 


 

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