Parigi-New York andata e ritorno

Parigi-New York andata e ritorno
1935. Henry Miller lascia l’amata Parigi per seguire Anaïs Nin in viaggio verso New York, un’occasione per tornare in patria e rivedere l’America in tutta la sua anemica brutalità. Dopo cinque anni passati in Francia nulla sembra essere cambiato nel Paese, il panorama artistico-culturale è dominato dalle solite ninnenanne jazz, per non parlare di quella letteratura scialba, insipida e priva di sentimento che sta riscuotendo ampio successo di pubblico. Per le strade puttane giovani e apatiche hanno sostituito le precedenti, mentre grattacieli simili a scatoloni destrutturati e moderni invadono l’orizzonte. Eccola l’America: un continente che non mostra il suo passato per paura di invecchiare, dove tutto è presente, qui ed ora, annullando il tempo della storia. Non resta che salpare e tornare in Francia, ma la traversata oceanica non sembra regalare giorni più felici: in terza classe il tempo è scandito da tornei di ping-pong, partite a carte e tombole all'olandese; solo Mannheim, matto come un cavallo, riuscirà a far sorridere il Nostro...
Enrico Molinari - così amava apostrofarlo Luciano Bianciardi, intellettuale grossetano che si occupò della traduzione dei suoi Tropici per i tipi di Feltrinelli, l'editore che scoprì l’autore e non senza fatiche e sotterfugi riuscì a diffondere le sue opere in Italia - torna a trovarci questa volta grazie al lavoro archeologico di Minimum Fax, casa che - armata di fiuto e pennellino - da anni si sta occupando di rispolverare, ammodernare e rieditare vere e proprie rarità. Parigi-New York andata e ritorno raccoglie la corrispondenza tra l’autore e l’amico Alfred Perlès, compagno di notti brave e scappatelle parigine, che si preoccupò non solo di ospitare Miller, ma lo aiutò anche a trovare lavoro all’interno della redazione del Chicago Tribune. Di impianto libero e destrutturato, composto per ricordi e memorie episodiche, il testo da una lato racconta la vita di Miller tra la stesura del primo Tropico e quello che seguirà, dall’altro rappresenta un’opera autonoma perfettamente in linea con le caratteristiche stilistiche che hanno reso celebre l’autore.

 

 

 

 
 
 
 
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