Parlami di battaglie, di re e di elefanti

Parlami di battaglie, di re e di elefanti
È il maggio del 1506 e un'idea ha portato Michelangelo fin lì: «Un ponte per attraversare quello che chiamano il Corno d’Oro, il Khrusokeras dei bizantini. Un ponte in mezzo al porto di Istanbul. Un’opera lunga più di novecento piedi». Il fatidico momento si avvicina nella capitale ottomana. Lo scultore aspetta, esce poco, perlopiù disegna. Non ponti. «Disegna cavalli, uomini e astragali per tre giorni, poi finalmente il gran visir lo convoca». D'accordo, il Gran Turco non ha gradito il disegno di Leonardo da Vinci. Che cosa avrebbe mai  potuto ideare quel "tanghero"? È l'opportunità più attesa. Inchinarsi davanti al grande signore Bayazid, il sultano, e scoprire di potere così provocare la reazione di Giulio II, Sua Santità, il papa guerriero, che poco rispettosamente lo ha trattato...
Una nobile impresa, il ritratto di Michelangelo Buonarroti, uno sguardo sul Cinquecento. Sullo sfondo di una Costantinopoli prolifica di occasioni, che lo aspetta «e che gli darà una gloria sempre più grande, questa volta nel mondo intero», lo scultore del David vuol far di tutto per tradurre un sogno regale, militare, commerciale, religioso, politico in magnificenza e ingegno reale. Solo che gli si rivela una verità inimmaginabile: non ha idee. Bisogna allora proseguire a disegnare e così approfondire la materia della città, essere saggi, non smarrirsi. Mathias Énard fa emergere la grandezza del genio, alterna narrazione e poesia, reinterpreta particolarmente la storia e costruisce attorno all'idea del ponte sul Corno d’Oro una vicenda singolare, introspettiva, profondamente lirica. Un romanzo breve, di intrighi e magie, affascinante.

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