Parliamo di musica

Parliamo di musica
Studiamo solo la storia della musica occidentale: un approccio che limita le possibilità di ascolto. Non si parla di altre realtà musicali e si accenna al canto gregoriano come a un sistema sorpassato. In natura esiste la musica, non la "grammatica della musica", sono i personali parametri di bellezza, che definiscono quando il rumore diventa musica e viceversa. Chi ascolta musica indiana trova molto noiosa Yesterday dei Beatles, non capisce quelle scale, "orpelli di una popolazione" per la quale le note che salgono comunicano tensione e quelle che scendono trasmettono tristezza. Sono stati fatti ascoltare  Le quattro stagioni di Vivaldi e alcuni brani di John Cage a bambini di scuole materne: hanno preferito la musica piena di rumori del compositore americano, buffa, strana, a quella ordinata, pulita, armoniosa del musicista barocco. Solo le deviazioni conducono alle nuove correnti musicali e da sempre ogni novità è seguita da reazioni molto forti. Da Stravinskij a Charlie Parker, da Heitor Villa-Lobos a Astor Piazzolla tutti sono fuggiti per "trovare il centro del proprio mondo"...
Un libro per raccogliere alcuni pensieri sulla musica di Stefano Bollani, che conosce molto bene l'argomento e la sua grammatica e perciò si può permettere di parlarne a ruota libera, in una sorta d'improvvisazione jazz "per unire due punti precisi": la musica è l'arte dell'ascolto e non è necessario un bagaglio culturale per capirla. Ogni pagina di Parliamo di musica stimola l'ascolto, propone generi e autori diversissimi, perché, come sostiene l'autore, più se ne parla più ci si allontana dalla stessa, le parole in questo campo sono esclusivamente termini convenzionali o tecnici che riguardano le cose che stanno intorno alla musica, non la musica stessa, che va ascoltata, che è scritta per essere tramandata, ma che riprende vita solo attraverso il suono. Forse "Paganini non ripete" vuol significare proprio che ogni volta l'esecuzione è diversa, deve esserlo, influenzata dall'emozioni del momento sia del musicista che del pubblico. Una splendida e originale collezione di suggestioni che incuriosiscono e vale la pena di tenere a portata di mano: "Musica per la musica... godimento per il godimento".

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