Partitura finale

Partitura finale
E' una fredda nottata di novembre a Edimburgo quando una coppia di coniugi di mezz'età - di ritorno da una serata benefica di canti natalizi per la chiesa locale - avverte prima l'urlo straziante di una donna e poi, a pochi passi da un parcheggio, s'imbatte nel cadavere di un uomo riverso sull'asfalto. La giovane ragazza che ha urlato è inginocchiata al suo fianco in evidente stato di shock. Dieci minuti dopo, avvertiti dai coniugi, sul luogo dell'incidente arrivano due agenti, uno dei quali è Todd Goodyear, giovane poliziotto di belle speranze, smanioso di cancellare dal suo curriculum familiare un fratello implicato in faccende alquanto losche. Il caso appare subito lampante: omicidio. Qualche minuto dopo, quando già un nutrito gruppetto di curiosi sta invadendo la generalmente silenziosa viuzza, sul luogo fa la sua comparsa anche la vecchia e malmessa Saab 900 con a bordo l'ispettore dell'Investigativa John Rebus - ad una manciata di giorni dalla pensione - e il fidato sergente Siobhan Clarke, suo alter ego in gonnella. Il cadavere viene presto identificato. Si tratta di Aleksandr Todorov, uno scrittore e poeta russo alquanto scorbutico nei confronti della sua patria e per questo non proprio amato dai suoi connazionali. La faccenda peraltro assume subito degli strani connotati allorquando si scopre che negli stessi giorni in cui è stato ammazzato Todorov in zona era presente una delegazione di uomini d'affari, connazionali del poeta, pronti a chissà quale gigantesco business nella capitale scozzese. Non solo, ma le indagini portano oltretutto a identificare un sottile filo di connessione fra i magnati russi e il re della malavita locale, Ger Cafferty, vecchia e indigesta conoscenza di Rebus fin dai primi anni della sua carriera. Cosa nascondono le trame economiche fra i russi e malavitosi? E si tratta solo di accordi economici o c'è dell'altro sotto? Che ci fanno per esempio in questo polverone, anche una parlamentare in notevole ascesa e una delle più grosse banche scozzesi? A tutto questo Rebus e Clarke cercano di dare un ordine, proprio quando un secondo omicidio sembra riannodare ancor di più i fili della matassa investigativa…
Un thriller di oltre quattrocento pagine questo di Ian Rankin, autore di tutta la saga dell'ispettore John Rebus, qui all'atto conclusivo, per la disperazione dei suoi milioni di fans sparsi in tutto il globo. Niente sembra poter più scuotere il leggendario ispettore, sempre a spasso con la sua Saab 900 per le vie di Edimburgo, questa volta affrescata a lutto per l'invasione dei capitalisti russi in vena di conquiste, ad una sola settimana dall'ormai inevitabile ultimo giro prima della pensione. Eppure anche questa volta il buon vecchio Rebus, testardo e cocciuto fino allo sfinimento, troverà pane per i suoi denti, andando a pestare i calli e sfidare pezzi da novanta del sistema politico, finanziario e malavitoso, in una battaglia senza esclusione di colpi che sembra non risparmiare davvero nessuno. Una crime fiction monumentale, ma che, nonostante la mole, avvince e convince in tutto il suo sviluppo stilistico e architettonico. Una saga tra le più riuscite e accattivanti che sembra con questo atto, davvero voler mettere la parola FINE. Ma sarà davvero così? C'è già chi è pronto a scommettere il contrario...     

 

 

 

 
 
 
 

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