Pasolini – L’insensata modernità

Pasolini – L’insensata modernità
Pier Paolo Pasolini è stato un magnifico e originalissimo critico dello sviluppo, e collocarlo tra i precursori della decrescita è una sfida interessante. Il suo sguardo, attento, lungimirante, persino preveggente è radicale nei confronti del capitalismo: da poeta, è assurto al ruolo di negatore definitivo dei convincimenti dominanti della propria epoca. È il secondo protagonista della storia letteraria italiana che non manifesta la benché minima fede nel progresso. Il primo, come è noto, è stato Giacomo Leopardi: Pasolini, in questo senso, ne è il moderno epigono…
Piero Bevilacqua insegna Storia contemporanea all’Università di Roma “Sapienza”, e la sua evidente abitudine alla spiegazione, alla divulgazione, a farsi capire si manifesta e concretizza in questo testo chiaro, sintetico, agilissimo e allo stesso tempo davvero denso di contenuti. Le note sono accurate, così come l’analisi della figura di uno degli intellettuali più significativi del cosiddetto “secolo breve”, che attraverso la sua opera ha affrontato temi come il consumismo, la mercificazione, la sperequazione sociale, i diritti. Manca da quarant’anni, ucciso: ma le sue parole suonano attuali, quindi hanno il crisma della profezia.

 

 

 

 
 
 
 
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