Pastorale rivoluzionaria

Pastorale rivoluzionaria
1974. Una banda di sedicenti guerriglieri urbani battezzatisi Symbionese Liberation Army (SLA) rapisce Alice Galton, giovane ereditiera di un impero editoriale. Dopo qualche tempo la giovane annuncia al pubblico che si è unita allo SLA adottando il nome di battaglia di Tania. E' impazzita? E' vittima della sindrome di Stoccolma? E' stata sottoposta ad un lavaggio del cervello o drogata? Come è possibile che una ragazza ricca abbandoni la sua vita di agi, la sua famiglia, il fidanzato per unirsi ad una setta di squinternati rivoluzionari che invocano "morte per l'insetto fascista che succhia le vite del popolo"? La polizia, pressata dall'opinione pubblica e dall'influente genitore della ragazza, decide di attuare un blitz contro lo SLA...
Il rapimento di Patty Hearst è uno dei fatti di cronaca più incredibili della storia statunitense, anche da un punto di vista eminentemente estetico. Strano che nessuno o quasi finora avesse avuto il coraggio di trarne un romanzo: quel coraggio ce l'ha Christopher Sorrentino, che trasfigura la vicenda in una odissea pop-pulp, un caleidoscopio impazzito nel quale tutte le icone culturali USA sembrano collassare l'una sull'altra. Nel libro la Hearst viene presentata per motivi legali sotto lo pseudonimo di Alice Galton, ma con la sua storia intatta. Immaginate una Paris Hilton di trent'anni fa che diventa una guerrigliera anticapitalista e - mitra a tracolla - fugge con una coppia di complici per highways assolate, parcheggi e centri commerciali inseguita da un esercito di poliziotti armati fino ai denti. E la cosa più incredibile è che è una storia vera.

 

 

 

 
 
 
 
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