Paura

Dario Argento è universalmente conosciuto da pubblico e critica come il “Maestro del brivido”. La sua produzione, legata soprattutto al genere giallo e horror, ha terrorizzato e appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo. Film come Profondo rosso e Suspiria sono citati in continuazione dai critici specializzati come pietre miliari del cinema di paura. È infatti con la paura che Dario Argento è riuscito a calamitare l’attenzione del suo pubblico, una paura che attraverso la macchina da presa ha mostrato in tutti i suoi volti: vittime massacrate con armi inusuali e originali; maledizioni e profezie esoteriche e soprattutto  riprese in soggettiva che inequivocabilmente richiamano il punto di vista dell’assassino di turno, il quale rigorosamente indossa guanti in pelle nera…

Sul Dario Argento “Master of Horror” si è scritto e detto molto, ma sul piano prettamente biografico quasi nessuno si è cimentato approfonditamente nella ricostruzione della vita e della carriera di questo importante cineasta. È lui stesso a farlo in un’autobiografia appassionante e ricca di preziosi aneddoti che possiede il ritmo incalzante di un romanzo e la sincerità di chi, con una carriera quarantennale di successi alle spalle, si guarda allo specchio e indaga dentro sé con fare onesto ma critico e racconta non soltanto le gioie ma anche i dolori della sua vita. Spesso, quando si ha a che fare con i personaggi dello spettacolo, si dimentica la componente prettamente umana e si tende a sovrapporli al prodotto della loro arte, identificando il successo e l’insuccesso del singolo sulla base della riuscita o meno del suo lavoro. Qui Dario Argento ha il coraggio di parlare di depressione, di solitudine e di tendenze suicide che, incredibile a dirsi, lo hanno attanagliato nel momento più alto della sua carriera: e non è da tutti parlarne con questa franchezza e questa schiettezza, senza scadere nel protagonismo ostentato. Paura ci mostra quindi non solo un regista innovativo e preparatissimo sul piano tecnico, ma anche un uomo normale che è rimasto a galla tra alti e bassi, un uomo ciecamente innamorato di cinema, letteratura e psicanalisi che è riuscito, per gran parte della sua carriera, a trasporre sullo schermo le sue passioni e le sue ossessioni.



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