Peccato mortale

Peccato mortale

Bologna, 24 luglio 1943. Durante l’incursione nella casa del Borsaro, al secolo Egisto Saccani, un delinquente che vende roba sottobanco, il commissario De Luca s’imbatte per sbaglio in un casolare vicino in cui trova un cadavere decapitato. È difficile condurre le indagini in questi giorni, soprattutto perché l’Italia sta subendo numerosi bombardamenti dagli Alleati e, come se non bastasse, il 25 luglio ha di fatto segnato la caduta di Benito Mussolini, gettando la Penisola nel caos. Ma De Luca è determinato a scoprire il mistero che si cela dietro a quel corpo, a quell’omicidio. Così, da buon segugio qual è, macina chilometri in cerca di una pista che diventa ancora più torbida quando assume una connotazione politica e, soprattutto, quando mette in pericolo la sua stessa vita. Ma il commissario non demorde e, quando trova una testa in un canale, il caso sembra prendere la piega giusta. Ma non è così perché le analisi dimostrano che, in realtà, la testa non appartiene al corpo trovato nel casolare: così ci sono un corpo senza testa e una testa senza corpo. Due omicidi efferati. Mentre la situazione italiana diventa sempre più disordinata – e dopo l’8 settembre si trasforma in guerra civile, De Luca si rende conto di trovarsi all’interno di una vicenda complicata che coinvolge i poteri forti. Ma il caso va risolto a ogni costo…

Quinto romanzo della serie dedicata al commissario De Luca, inaugurata da Carlo Lucarelli nel 1990 con Carta bianca, Peccato mortale è un giallo che ripercorre il periodo che va dal 25 luglio 1943, giorno in cui si votò la sfiducia a Mussolini segnando di fatto la caduta del fascismo, all’8 settembre, quando le radio italiane trasmisero la voce di Pietro Badoglio che proclamava l’armistizio con gli Alleati. Un periodo che l’autore definisce “strano, allucinato”, in cui “l’Italia si sveglia una mattina senza più il fascismo e praticamente la mattina dopo con i tedeschi in casa”. In tale contesto storico si inserisce la difficile indagine del commissario De Luca, costretto a muoversi nel caos e a puntare solo ed esclusivamente sul suo famigerato fiuto da segugio, alla ricerca di una verità che, pagina dopo pagina, sembra essere sempre più lontana, trasformandosi in vera e propria ossessione. Come da consueto, Lucarelli costruisce un romanzo in cui verità storica e trama gialla si amalgamano alla perfezione; un incastro scandito dalle prime pagine del “Resto del Carlino”, che ci restituiscono un’Italia sospesa in un limbo storico, in un vuoto di potere che sfocerà nelle tristi vicende della guerra civile. La scrittura di Lucarelli è magnetica e cadenzata, contraddistinta da un ritmo lento “old school” che permette al lettore di immergersi nel plot e di assaporarlo sino alle ultime pagine. E ancora una volta l’autore emiliano dimostra di essere un grande narratore.



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