Pellegrini del Sole

Pellegrini del Sole
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Novembre 2020. Il “Babylon”, il più piccolo cinema d’essai d’Europa, sta per chiudere schiacciato dai debiti e dalla morte di Vivienne McRae, che in quel cinema al 345 di Fat Boy Lane ci è vissuta e a quel cinema, che prima di lei era gestito dalla madre Gunn, ha donato un’anima. A chiudere gli ultimi scatoloni nel cinemino di Soho c’è Dylan, il figlio di Vivienne, un nerd alto più di due metri che ha passato gran parte dei suoi trentotto anni a farsi una cultura enciclopedica su film poco noti e ad imparare i rudimenti della distillazione del gin, che la madre beveva come fosse acqua. Oggi Dylan deve lasciare il locale agli ufficiali giudiziari. Ha il peggior doposbornia della sua vita, ma lo aspetta un viaggio in pullman di almeno dodici ore. La madre gli ha lasciato una via d’uscita, un piano B: ha comprato una roulotte in un campeggio a Clachan Fells, nelle highlands scozzesi, Dylan andrà a vivere là, poco distante dalle Isole Orcadi, dove sua madre e sua nonna erano nate. Raccoglie le ceneri di Gunn e Vivienne rispettivamente in una vaschetta di gelato vuota e in un tupperware e le ficca nel suo zaino. Esce. A Londra fa freddissimo, in Scozia probabilmente ancora di più. E le temperature sono destinate a scendere ancora chissà quanto. È l’inverno più freddo che si sia registrato da secoli. Le calotte polari sciogliendosi hanno bloccato la corrente nord-atlantica precipitando il pianeta in una nuova era glaciale. Si prevede che l’Europa starà a quaranta, cinquanta gradi sottozero per mesi. Il genere umano ce la farà a sopravvivere? Dylan se lo domanda mentre il pullman su cui sta viaggiando risale la Gran Bretagna e un suo vicino di sedile parla della fine del mondo…

Un nerd alto più di due metri, una simil-hippy che vive restaurando mobili trovati nella spazzatura e non sa fare a meno di uomini sbagliati e sua figlia Stella, una dodicenne intrappolata in un corpo di maschio che è terrorizzata dalla pubertà maschile incombente e ferita dalla cattiveria dei suoi compagni di classe. Ecco lo strano trio che – sullo sfondo di un camping isolato vicino all’oceano Atlantico, popolato da misfits assortiti, alcolizzati e “alternativoni” – attende l’inesorabile avvento del padre di tutti gli inverni. Un mostruoso iceberg punta dritto verso la costa, la neve cade fitta, in cielo appare un inquietante parelio (la triplicazione del sole) e i protagonisti intanto cercano di risolvere le loro contraddizioni, definire come possono le loro identità, dare un senso alle loro vite, scoprire un nuovo amore, mentre si diffonde tra la gente di Clachan Falls la leggenda dei cosiddetti “pellegrini del sole”, asceti norvegesi che riescono a sopravvivere “nutrendosi” solamente dei raggi solari. Il romanzo della scozzese Jenni Fagan ibrida la fiction postmoderna alla narrativa apocalittica “d’autore” usando un registro più malinconico che disperato, più lieve che cupo. Il risultato di questo insolito esperimento letterario è una favola che ha il sapore della neve fresca fatta sciogliere in bocca.



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